È mancata Luisa Ricaldone Docente, saggista, parte della Giuria e del Gruppo di Studio CLM
Scritto da Segreteria il 09 Giugno 2026
di Daniela Finocchi
Luisa Ricaldone è stata lettrice d’italiano all’Università di Vienna e ha insegnato Letteratura italiana contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Torino. Si è occupata di letteratura fra Settecento e Novecento/Duemila con attenzione particolare alla scrittura delle donne, ambito nel quale ha pubblicato numerosi saggi. È stata presidente della Società italiana delle Letterate e ha fatto parte della Giuria e del Gruppo di Studio del Concorso Lingua Madre.
Tra le sue pubblicazioni più recenti Ritratti di donne da vecchie (2017), la curatela, insieme con Daniela Finocchi, del volume Generi alimentari. Donne, cibo e nuovi immaginari (2021) e, insieme con Laura Graziano, di Visibile e invisibile. Scritture e rappresentazioni del lavoro delle donne (2024) – tutti e tre editi da iacobellieditore. Del 2023 è il suo saggio Tra le pagine della fame. Un viaggio letterario (SEB27). Ha infine curato, sempre insieme a Daniela Finocchi per iacobellieditore, la raccolta del Gruppo di Studio CLM Pagine di pace. Pensieri, scritti, pratiche di donne (2025).
Impossibile dimenticare la sua grande capacità di condividere e mettersi in relazione, la grande attenzione a chi la circondava, l’interesse costante e la partecipazione alla vita delle persone care e delle amiche, la serenità e la generosità con cui affrontava la vita e con cui ha affrontato anche la malattia. Al contempo un carattere vivace, a tratti irruente, “fisico” come il suo corpo da atleta e camminatrice esperta. Una vitalità materiale e intellettuale che la rendeva insofferente alle ingiustizie, mossa dalla volontà di «esserci e non solo in rapporto con altri esseri umani ma anche con gli animali non umani, con il mondo vegetale, con la natura nel suo complesso».
Il suo impegno a favore delle donne e il suo lavoro nell’ambito della Commissione Toponomastica del Comune di Torino ha restituito visibilità a figure femminili che hanno fatto la storia come Giuliana Tedeschi o Lidia de Federicis affidandole così alla memoria collettiva. Allo stesso modo, le sue recensioni su L’INDICE dei libri del mese quasi sempre dedicate a testi e romanzi di autrici: analisi acute, accattivanti che invogliavano alla lettura, capaci di illuminare tra le righe sfumature più intime e significati reconditi.
Nel suo ultimo saggio Che ne è in letteratura della «più grande rivoluzione di specie»? Considerazioni sulla letteratura di pace, contenuto nella raccolta Pagine di pace, sosteneva che «per costruire una nuova scala di valori occorre modificare i comportamenti». E serve quindi «superare la tendenza a schierarci rompendo la logica duale come dice Judith Butler; educare alla pace seguendo Luce Irigaray, che propone di amare piuttosto che non nuocere». Perché, soprattutto, «educare alla pace significa cominciare dalla scuola, dai suoi programmi, dalle letture». Letture di autrici femministe che possano proporre modelli altri, dato che non serve solamente essere donne per rifiutare comportamenti virili, «muscolari», ma femministe appunto. Bisogna dunque andare in cerca – come ha fatto Luisa Ricaldone, in questo testo e in tutti i suoi studi – di «una letteratura che intenda la pace non solo come condizione opposta alla guerra, non solo come fine cui tendere nel corso dei conflitti armati, bensì la pace o, forse meglio, una pace in sé, vale a dire una letteratura che racconti come si fonda e come si mantiene la pace», partendo da «relazioni di differenza».
Propio come nella poesia Come si fa di Mariangela Gualtieri che tanto le piaceva e che spesso citava, dove si auspica la terra intera alleata dentro la pace in una riconnessione con la natura, tra riconciliazione interiore e resistenza gentile, insieme a pesci, fiumi, cani, lombrichi, api, tronchi e radici che aspettano la loro primavera. Sarebbe questa «la più grande rivoluzione della specie» per «abitare la terra in un respiro grato. Noi, ultimi arrivati».
Luisa Ricaldone è mancata nella notte tra l’8 e il 9 giugno 2026.
Grazie Luisa per la tua insostituibile presenza e contributo intellettuale. Grazie per la tua preziosa amicizia!
