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La relazione misura di ogni cosa La morte di Luisa Muraro

Scritto da Segreteria il 15 Giugno 2026

A distanza di pochi giorni un’altra Luisa ci ha lasciate, dopo Luisa Ricaldone.

Una perdita incolmabile.

Ma il suo pensiero e la sua opera vastissima sono vive e presenti.

«Luisa Muraro è morta. Con lei viene meno una delle grandi pensatrici del Novecento e di questo inizio di secolo. Dico pensatrice, e non solo pensatrice femminista, perché il suo femminismo ha spostato il luogo da cui si pensa, mettendo al centro la differenza sessuale e quindi l’esperienza, la relazione, la lingua materna, l’autorità femminile. La perdita è collettiva e il dolore è grande perché Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, una misura, una presenza capace di alzare il livello del pensare e dell’agire». Così ha scritto Laura Colombo della Liberia delle donne di Milano sulla rivista Via Dogana 3 nel dare la notizia della sua scomparsa. Un articolo che sottolinea poi come la filosofa abbia fatto «della relazione la misura di ogni cosa».

Relazione attiva anche con il CLM che il 14 novembre 2011 organizzò per Luisa Muraro un incontro alla Biblioteca civica Italo Calvino di Torino – in collaborazione con Biblioteche Civiche Torinesi, la Casa delle Donne, la Galleria delle Donne di Torino e l’Associazione sulla Parola – a seguito dell’uscita del suo libro Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna (Carocci editore, 2011).

Per ricordare questa grande pensatrice vi riproponiamo il testo integrale dell’incontro e l’intervista in dialogo con Daniela Finocchi.

Questa una breve biografia, pubblicata da Via Dogana 3:

Luisa Muraro (Montecchio Maggiore, 14 giugno 1940 – Milano, 13 giugno 2026) è stata una delle voci maggiori della filosofia e del femminismo. Si laurea in filosofia all’Università Cattolica di Milano e negli anni Settanta lascia la carriera accademica per insegnare nella scuola dell’obbligo, partecipando con Elvio Fachinelli e Lea Melandri all’esperienza antiautoritaria de “L’erba voglio”. Nel 1975 fonda con Lia Cigarini e altre la Libreria delle donne di Milano ed è tra le autrici di “Non credere di avere dei diritti” (1987). Ha insegnato per molti anni filosofia all’Università di Verona, dove nel 1984 ha dato vita, con Chiara Zamboni, Adriana Cavarero e altre, alla comunità filosofica Diotima. Ha tradotto in italiano le opere principali di Luce Irigaray. Tra i suoi libri: “Maglia o uncinetto” (1981), “Guglielma e Maifreda. Storia di un’eresia femminista” (1985), “L’ordine simbolico della madre” (1991), “Lingua materna scienza divina”, dedicato alla mistica Margherita Porete (1995), “Il Dio delle donne” (2003), “Al mercato della felicità” (2009), “Non è da tutti. L’indicibile fortuna di nascere donna” (2011), “Dio è violent”(2012), “Autorità” (2013), “L’anima del corpo” (2016), fino a “Esserci davvero”, conversazione con Clara Jourdan (Libreria delle donne di Milano, 2025).