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Omaggio a Luisa Ricaldone Il saluto di Cristina Bracchi

Scritto da Segreteria il 13 Giugno 2026

di Cristina Bracchi

Luisa, cara amica e sorella elettiva. Ci siamo incontrate più di trent’anni fa e poi non abbiamo più smesso… di frequentarci, di conoscerci, di studiare e lavorare insieme, di discutere, ora in accordo ora in disaccordo, di confrontarci sui percorsi di valorizzazione del pensiero e della scrittura delle donne a cui abbiamo dato forma, alla ricerca di genealogie che ci dessero autorizzazione e misura.

Luisa è stata ricercatrice e docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Torino, ha promosso e coordinato tante iniziative culturali ed editoriali nel CIRSDe universitario, nella SIL, di cui è stata anche presidente, nel progetto Lingua Madre, con la sua cara amica Daniela Finocchi, che ne è l’ideatrice. Ci sarà più avanti un momento commemorativo dedicato all’aspetto professionale, intenso e continuativo.

Ma desidero comunque ricordare qui la progressiva intensificazione dell’impegno e dello sguardo di Luisa nella scelta dei soggetti di studio: dalle letterate emancipate dei salotti aristocratici e illuministi del Settecento, alla rappresentazione delle donne da vecchie, categoria sociale articolata, discriminata eppure libera, al lavoro delle donne nella nostra epoca contemporanea, allo scandalo della fame e della povertà, alla promozione della pace nell’agire e nel pensiero femminile.

Questo però è il momento dell’affetto e del cuore, in cui si attiva la memoria di chi siamo state e delle esperienze vissute insieme. Luisa è stata un’escursionista appassionata, ha camminato percorsi della via francigena, ha affrontato il trekking in altura in Corsica, ha contemplato il mare tanto amato su per i sentieri della Puglia e delle isole Canarie. Mi ha fatto conoscere le ‘terre ballerine’ a Montaldo Dora nel canavese, mi ha accompagnata a vedere dove c’era il mare, in un’era lontana, in Val Grande presso il lago di Monastero. Mi ha ascoltata con pazienza, mi ha consigliata e sgridata, e lo stesso ha consentito che facessi io.

Le piaceva tanto leggere e viaggiare, e mangiare cose buone, ma quando andava in giro il suo pensiero era costantemente e fissamente rivolto a Giorgio, il marito scelto e amato, tra poesia e pensiero laico.

E poi le amiche, le amiche di cui amava circondarsi e con cui desiderava condividere esperienze e relazioni. Qui sono presenti in tante: Annina, Daniela, Titti, Cristiana…Cristiana e Francesca che, con Lucia, ne hanno avuta cura amorevole da sempre fino alle ultime difficili settimane. E poi le amiche lontane che in questi giorni mi hanno travolta di telefonate. Tra loro Adriana, studiosa e letterata, mi ha chiesto di leggere i versi di Antonia Pozzi, alpinista d’altri tempi, per salutare Luisa:

Saliremo sugli altipiani,
dove vola la rondine dell’alba
che bagna nelle fonti
le ali d’oro
ed intesse il nido
sulle case immense
dei monti.

Saliremo sugli altipiani
dove passan le nubi ad una ad una
lente a fior della neve
come velieri
su di un lago pallido.
Saliremo oltre i cembri, oltre i pini,
dove si è soli sotto il cielo nudo,
soli – se gridi nel silenzio il vento
il nostro nome
detto da Dio
e sia l’ora di andare.  1933

Cara Luisa arrivederci.