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Generi alimentari. Cibo, donne e nuovi immaginari SalTo21

Scritto da Segreteria il 19 Ottobre 2021

Terzo giorno del Concorso Lingua Madre al XXXIII Salone Internazionale del Libro di Torino. L’incontro di sabato 16 ottobre, svoltosi in Arena Piemonte, ha preso spunto dal volume Generi alimentari. Cibo, donne e nuovi immaginari (Iacobellieditore, 2021), frutto del lavoro del Gruppo di studio CLM, composto da docenti italiane e straniere per approfondire i temi legati alla migrazione femminile. Dall’ambiente domestico all’ecologia, nelle scritture delle donne il cibo assume infatti una valenza che è segnale di qualcosa di nuovo. Relatrici dell’evento sono state le curatrici del volume Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM e Luisa Ricaldone, Società Italiana delle Letterate, già Università degli Studi di Torino, insieme a Alice Drago, produttrice della serie Cucine Vicine, e l’autrice CLM Claudiléia Lemes Dias, scrittrice e tra le autrici del volume.

Luisa Ricaldone – Ph. Ludovico Giacobbe

Dopo un’introduzione di Daniela Finocchi, la parola è passata a Luisa Ricaldone che ha illustrato il volume  e lo scopo che si è posto fin dalla sua ideazione, ovvero quello di cercare di colmare una lacuna senza la pretesa di esaurirla, il fatto che il rapporto donne e cibo non sia mai stato studiato dal punto di vista dell’immaginario. «Se volessimo definire questo volume in poche parole», ha specificato Luisa Ricaldone, «si potrebbe dire che è una sorta di viaggio all’interno delle diverse valenze che la relazione cibo-donne acquisisce o ha acquisito nel tempo. Il cibo è infatti un elemento che lega le genealogie come leggiamo in numerosi romanzi, a partire da autrici come Natalia Ginzuburg. Ci siamo dunque poste lo scopo non di certo di esaurire il tema che è molto ampio, ma abbiamo cercato di toccare vari punti. Spunti di riflessione che riguardano l’immaginario: un fatto individuale di chi scrive il romanzo, produce la serie televisiva o di chi dipinge un quadro o costruisce un’istallazione, ma è anche un elemento che coinvolge la collettività e in questo risiede la sua importanza».

Claudiléia Lemes Dias – Ph. Ludovico Giacobbe

Ha proseguito poi la scrittrice Claudiléia Lemes Dias che nel recente saggio Fascismo tropicale. Il Brasile tra estrema destra e Covid19 (Dissensi Edizioni), ha condotto un’approfondita analisi su un sistema patriarcale che avvelena territori e rapporti sociali. Claudiléia Lemes Dias ha proposto infatti una riflessione sul tema della fame. «Io per la prima volta affronto questo tema che mi sta molto a cuore. Il racconto che ho scritto per il volume Generi alimentari prende l’avvio dal mango, che si carica di nuovi significati. Il mango era un albero presente a casa nostra ed era il nostro unico punto di riferimento, non solo dal punti di vista nutritivo. Io vengo dal Mato Grosso du Sul, nel cuore del Brasile, una zona prettamente agro industriale dove praticamente tutto il territorio è diventato una piantagione di soia o pascolo per manzo: è stato completamente devastato. L’unica cosa che rimaneva per noi di veramente autentico era la frutta, tra cui il mango. È un racconto che parla della fame, di un’infanzia vissuta all’insegna della fame, la stessa fame alla quale il Brasile è tornato adesso con la pandemia. C’è una grande difficoltà in Europa nell’identificarsi con questa sensazione. La fame che subivo io, nella mia infanzia, era una fame legata a scelte politiche. La fame infatti, proprio come la politica, quando è assoluta ti corrompe: se hai fame non hai paura di rischiare la vita».

Alice Drago – Ph. Ludovico Giacobbe

È stato quindi proiettato il trailer di Cucine Vicine, serie ora su Prime Video, prodotta da Epica Film e realizzata in collaborazione con il CLM, che ha visto la partecipazione delle autrici del Concorso e racconta il confronto tra generazioni lontane e “altre” unendo tecniche di documentario e animazione. Proprio sulla serie e sui temi in essa affrontati è intervenuta Alice Drago, produttrice di Epica Film: «Il cibo è cura, è affetto, è ricordo, è infanzia. Tutti noi quando pensiamo al cibo abbiamo in mente un ricordo spesso legato a un ingrediente per noi magico. Quando abbiamo pensato a Cucine Vicine, volevamo indagare su ingredienti appartenenti a ricordi lontani tra di loro, per tempo e luogo di origine, che potevano però mettere in relazione due persone ed è così che abbiamo incontrato le protagoniste della prima stagione. Persone diverse tra di loro per età, provenienza, esperienza e stile di vita ma che avevano in comune un ingrediente per loro speciale, evocativo, un ingrediente dell’affetto, della cura, dell’amore. Le abbiamo messe in relazione, le abbiamo fatte cucinare insieme e quello che è nato sono sei bellissimi incontri».

Agli interventi sono seguite brevi conclusioni delle relatrici e l’incontro si è poi chiuso fra le domande e gli applausi del pubblico.

Ecco le foto, a cura di Ludovico Giacobbe e Michela Marocco.