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Parole senza confini Su Rai 3 una puntata dedicata al Concorso

Scritto da Segreteria il 01 Giugno 2026

La riflessione sulla lingua è da sempre centrale nei racconti del Concorso e, in modi diversi, è interpretata da tutte e tre le scrittrici vincitrici della XXI edizione, che hanno raccontato queste prospettive nelle interviste andate in onda su Rai 3 lunedì 1 giugno 2026. Il servizio della trasmissione Spaziolibero TV è stato curato da Nubia Martini.

Per Brenda Soledad Carmona, Terzo Premio, la lingua è stata la prima difficoltà nell’essere madre, insieme alla mancanza della famiglia e alle diverse regole ospedaliere. «Il racconto è la mia storia perché in Italia è nata la mia seconda figlia» ha raccontato l’autrice e questo ha significato per lei – come per molte altre donne e madri migranti – essere «senza rete di contenzione». Tutto nuovo, tutto diverso: «Essere madre in terra straniera è stato come imparare a respirare di nuovo».

Aurora Leode Fadonougbo, Secondo Premio, è invece in cerca della sua lingua padre, il fon, lingua orale del Benin, l’unico linguaggio che non può imparare e che suo padre non utilizza per comunicare con lei. Il racconto è nato per una serie di sincronicità con il CLM, perché si basa «sempre su un discorso sulla lingua e sull’identità però associato alla paternità e alla mascolinità».

Infine, la protagonista del racconto di Andreea Paula Danilescu, Primo Premio, viene riconosciuta dal suo accento milanese quando – al contrario del viaggio che la madre aveva fatto con lei – riporta suo figlio in Romania. «La comunità romena è prima per presenza in Italia eppure è la meno percepita»: per questo con il suo racconto, ma soprattutto con le sue ricerche e il suo dottorato universitario, l’autrice vuole portarne avanti la rappresentazione e si occupa di promozione culturale della Romania in Italia.

E il Concorso vuole essere proprio uno spazio per ascoltare la voce delle donne migranti, il loro sguardo sul mondo e sulle proprie appartenenze: così Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile, ha presentato le attività del Concorso che al contempo è anche «un progetto più ampio che durante tutto l’anno organizza e conduce incontri, appuntamenti, convegni che mettono sempre al centro le autrici, per renderle protagoniste».

«Il Concorso Lingua Madre è una pietra miliare del Salone» ha affermato la sua direttrice editoriale Annalena Benini. «Rappresenta il valore della parola che è centrale al Salone e crea una comunità di lettrici, la quale diventa poi una comunità di scrittrici che scrivono nella lingua del paese, ovvero l’Italia, che è diventato il loro paese». E ciò porta «un arricchimento al nostro sguardo e un senso di comunità che si allarga».

La punta si può rivedere a questo link.

Queste le foto scattate durante le interviste.