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Occhi foresta SalTo26

Scritto da Segreteria il 17 Maggio 2026

«Io oggi sono qui con le mie Ande, con le mie antenate e con mia nonna Adela, che è la protagonista del libro». Il libro è Occhi foresta (Capovolte edizioni) e la sua autrice è Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, vincitrice del Primo Premio alla XVI edizione del Concorso Lingua Madre con il racconto Mille e una luna che ne conteneva la storia in potenza.

Domenica 17 maggio ha presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino questo suo esordio in dialogo con Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM, e Ilaria Leccardi, editrice di Capovolte.

Il romanzo nasce dalla scelta femminista di rifiutare il silenzio, visto che, come ha spiegato l’autrice, una volta superata l’adolescenza per lei la scrittura è diventata «una pratica per dissotterrarmi, per esprimere tutti i mondi che porto dentro». Una scelta da subito politica: «In primis ho dovuto decolonizzare il mio stesso immaginario e il mio pensiero».

E il passo successivo è stata l’apertura verso le altre e gli altri, in quanto ogni racconto della nonna è un dono che Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez ha ricevuto e che ora dona a sua volta con lo scopo di «moltiplicare le memorie decoloniali nello spazio del ricordo».

Memoria, decostruzione dei modelli eurocentrici, elementi magici: i ricordi dell’autrice e quelli della abuela Adela si intrecciano e testimoniano la volontà di ribellarsi alla storia di sopraffazione che da sempre si agisce sul corpo delle donne.

E il romanzo ha trovato un giusto posizionamento in Capovolte. Ilaria Leccardi ha infatti raccontato che la casa editrice si è formata con un’identità precisa: «È uno spazio nato per raccontare i femminismi, che è un plurale volontario, e per sovvertire la lente bianca e coloniale». Mantenendo salda questa idea, però, è stata anche in grado di recepire, di ampliare le proprie direzioni, e per questo è stata aperta la collana La Po’ Ra, che si allarga oltre alla saggistica, in particolare proprio con la raccolta poetica dell’autrice CLM Rahma Nur, Il grido e il sussurro. Oggi La Po’ Ra raccoglie diverse espressioni artistiche per parlare di diaspora.
Questa collaborazione con le autrici CLM ha dato anche vita al romanzo d’esordio di Amal Oursana, Il segreto nel nome, sempre inserito nella medesima collana.

Capovolte oggi si confronta sia con testi in italiano sia con traduzioni, sempre con la volontà di cercare una lingua nuova: per Occhi foresta si è scelto di «lasciare l’opacità e l’inciampo» utilizzando termini e frasi in spagnolo. «Non va sempre tutto spiegato, reso limpido e addomesticato» ha affermato Ilaria Leccardi.

Serve solo seguire la scrittura di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, che con «ogni racconto cerca di attraversare il confine delle Ande», le sue montagne. Montagne che vengono personificate, come tanti elementi della natura, altro tema fondante del romanzo. E già nel titolo si coglie la centralità della foresta: gli «occhi foresta» sono quelli verdi della abuela Adela, simbolo dell’incontro violento con il meticciato, ma anche della foresta intesa come resistenza alla colonialità e al neocolonialismo di oggi.

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