Appuntamenti

Emily e le altre. Donne al di là degli stereotipi SalTo26

Scritto da Segreteria il 17 Maggio 2026

«Emily Dickinson non può essere considerata più contemporanea di così: ci parla tramite una poesia di trasgressione, tenta di corrodere dall’interno». Così nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino Daniela Fargione ha presentato sabato 16 maggio il progetto dell’Università di Torino di cui è responsabile scientifica “Fammi un quadro del sole”. Omaggio a Emily Dickinson, nato per decostruire – a 140 anni dalla sua morte – i falsi miti sulla poeta alla luce della sua ironia e della sua passione. Tra i partner, oltre al Concorso Lingua Madre, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte | Castello di Moncalieri e Forte di Gavi, presso cui, nell’ambito del progetto, verranno allestite due mostre d’arte contemporanea volte a omaggiare la poeta statunitense.

La collaborazione con il CLM è di lunga data, come hanno ricordato sia Daniela Finocchi, che ha condotto l’incontro, sia Daniela Fargione, perché da anni significa «ritrovare delle parole e dei discorsi molto simili».

Da qui l’idea di mettere in relazione le autrici del Concorso con l’esperienza di Emily Dickinson al fine di scardinare le visioni dominanti, tra libertà e consapevolezza.

Daniela Fargione ha spiegato come, ancora oggi, ci sia bisogno di farlo in primis per Emily Dickinson, figura mitica tra le più amate, che nonostante ciò non viene compresa in tutte le sue anime: queer, per il suo amore non eterosessuale, green, per la sua poesia protoecologica, e pop, per le sue parole moderne. «Parole che diventano politiche e scardinano le aspettative del pubblico dell’800 ma anche di quello di oggi».

L’artista Matilde Domestico ha raccontato dal suo punto di vista l’impegno con cui, tramite le sue opere, rievoca la vita e lo spazio in cui ha vissuto la poeta. Realizza infatti oggetti di carta manipolata su cui con i punti metallici della pinzatrice riporta dei versi, creando allo stesso tempo dei disegni. Utilizzando carta e ceramica ha anche ricostruito la casa di Emily Dickinson: una rappresentazione concreta delle sue «vistose fragilità e impreviste robustezze», come ha sottolineato Daniela Fargione.

È poi intervenuta l’artista e autrice CLM Bahar Heidarzade che ha presentato le fotografie con cui ha partecipato al Concorso e con cui ha anche vinto il Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella XIV edizione. Oggi si esprime tramite scultura, installazioni, pittura per trasmettere il suo sguardo come donna e come iraniana. «Io sono qui non solo per me, ma per il mio popolo» ha affermato. «Nessuno può fermare una persona quando vuole raggiungere i suoi obiettivi e la libertà».
La sua performance Stone XXL, con cui sta girando l’Italia, vuole proprio comunicare che ognuno di noi ha un peso invisibile che porta addosso ovunque vada, ma con l’aiuto degli altri e delle altre si alleggerisce. È un’arte concettuale eppure è subito compresa dalle persone, ha spiegato, che riescono a immedesimarsi istintivamente nella narrazione.

L’autrice CLM Sayaka Miyamoto ha invece letto il suo racconto Oppai, con cui ha vinto il Secondo Premio al XX CLM. Il ricordo dell’intervento di mastectomia subito si intreccia con le riflessioni sulla femminilità e sul valore del seno. «Da quando mi è stato tolto, mi interrogo sulle differenze esistenti tra l’uomo e la donna» ha spiegato, riportando anche le diversità tra Italia e Giappone. Per esempio, nel suo paese d’origine esiste il termine «marito», ma molte donne – anche istruite – usano «padrone». Un retaggio culturale che si rifà al rapporto di sudditanza e che si rende evidente anche dal fatto che il Giappone è uno dei pochi paesi in cui ancora oggi si deve prendere il cognome del marito quando ci si sposa.

Ecco che queste testimonianze dimostrano come – al pari delle sperimentazioni poetiche di Emily Dickinson – esiste una sensibilità fondata su un diverso modo di abitare il mondo, una forma di resistenza simbolica che apre a spazi alternativi e autonomi.

L’incontro è stato animato anche da una performance musicale, che univa poesia e melodia, realizzata dal gruppo musicale le Malecorde, rappresentato sul palco da Giovanni e Lucia Battaglino, che da anni collabora con Daniela Fargione e in questa occasione ha reinterpretato le parole di Emily Dickinson. I brani erano tratti dallo spettacolo teatrale composto da reading e concerto, con la regia di Alessandra Vannucci, che andrà in scena da giugno: un viaggio intimo e suggestivo che unisce recitazione, musica e arti visive, che sarà ospitato in luoghi di grande prestigio storico e culturale quali gli spazi della Bogliasco Foundation, ma farà tappa anche nel Levante ligure al Festival Internazionale di Poesia di Genova Parole Spalancate.