I libri del Concorso Lingua Madre

Vite sospese Il volume presentato al Polo del '900

Scritto da Segreteria il 19 Gennaio 2022

Martedì 18 gennaio ha avuto luogo la presentazione di Vite sospese. Migranti, rifugiati e richiedenti asilo dal Novecento a oggi (FrancoAngeli Edizioni) curato da Enrico Miletto e Stefano Tallia per la Fondazione Vera Nocentini, che ospita il saggio Migranti: femminile, plurale. Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre a firma di Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM. Un evento svoltosi al Polo del ‘900 di Torino e online, sui canali social della Fondazione e del CLM.

«Vite sospese inaugura la nuova collana “Impronte”, per FrancoAngeli Edizioni» ha esordito Marcella Filippa, Fondazione Vera Nocentini, in apertura dell’incontro, spiegando poi come il progetto editoriale voglia «non solo valorizzare i risultati di ricerche e convegni, ma si propone anche come volano di promozione per altri percorsi di ricerca avviati da studiose/i e ricercatrici/tori, relativi ai temi che maggiormente delineano l’attività della Fondazione: storia sociale ed economica, storia del movimento sindacale, storia del cristianesimo sociale, storia delle donne, dei diritti umani e dei movimenti migratori, con una continua attenzione anche alle trasformazioni che investono il presente». Marcella Filippa, in conclusione del suo intervento, ha anche ricordato David Sassoli, dedicandogli, simbolicamente, il volume.

La parola è quindi passata ai curatori Stefano Tallia, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Piemonte e moderatore dell’evento, e Enrico Miletto, ricercatore di storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino, che ha invece illustrato la struttura del libro e presentato i contenuti in esso raccolti. «Il Novecento è stato definito il secolo dei profughi e dei rifugiati, questo tema infatti, nelle sue differenti declinazioni spaziali e temporali, ha rappresentato una presenza costante nella storia del secolo scorso» ha spiegato Enrico Miletto, proseguendo: «Il libro si compone di quattro sezioni. La prima offre un quadro fattuale ed entra direttamente nel Novecento, la seconda tratta invece di guerre ed emergenze umanitarie, portando esempi come la rotta balcanica o il caso siriano. Nella terza si parla invece di integrazione, una pratica che si attiva grazie all’insegnamento e a realtà come quelle dei CPIA ma anche grazie alla scrittura, come si vede infatti nella quarta parte, la conclusiva, dal titolo Linguaggi. Qui possiamo vedere come la scrittura sia un importante strumento di inserimento, in questo caso declinata al femminile, come nel saggio Migranti: femminile, plurale».

L’evento è proseguito con gli interventi delle/ei numerosi/e relatrici e relatori presenti, al Polo del 900 e in collegamento online, a iniziare dai saluti dell’onorevole Brando Benifei, Deputato al Parlamento Europeo, e dell’Assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino Jacopo Rosatelli. Si è quindi passati ai contenuti del volume con lo studioso e giurista Gianfranco Schiavone, la giornalista e documentarista Simona Carnino Paola Barretta, coordinatrice dell’Associazione Carta di Roma, che hanno accompagnato il folto pubblico alla scoperta dei rispettivi saggi, riuscendo a dare voce alle molte e differenti tematiche che vanno a comporre il complesso quadro della migrazione in Italia e non solo.

Intervenuta alla presentazione anche la fotoreporter Andreja Restek (suo lo scatto sulla copertina del volume): «Il mio lavoro mi ha portata ovunque e ho visto realtà che nel 2022 non dovrebbero più esistere. Non dobbiamo dare per scontato la nostra democrazia: è un bene prezioso, come la libertà, che va protetto in modo intelligente».

A concludere l’evento, l’importanza dei linguaggi, della scrittura e dello sguardo sessuato alle migrazioni contemporanee con l’intervento di Daniela Finocchi. «Attraverso la scrittura le donne hanno imparato a dare senso e corpo al silenzio in cui da sempre sono state costrette, trasformandolo in elemento significante di confronto e rapporto con le altre e gli altri, continuando al tempo stesso a guardare al futuro in modo positivo e propositivo» è intervenuta l’ideatrice CLM, approfondendo poi come, nelle storie delle donne straniere, la migrazione «non sia più un semplice sfondo per le vicende raccontate ma un importante elemento che influenza la trama e le protagoniste, generando traiettorie narrative del tutto nuove. Condividendo esperienze, ricordi, emozioni le autrici profilano realtà comuni a tutte e tutti, tracciando al contempo forme di ripensamento del vivere associato. Per questo diffondere il loro pensiero è necessario e urgente. Quando due donne si incontrano ciò che appare in quel primo impatto è la comune appartenenza allo stesso sesso. Dietro a tanti racconti di straniere, migranti o native c’è una sola storia, più grande e importante: la storia delle donne».

È possibile vedere l’incontro online, sui canali social del Concorso Lingua Madre e della Fondazione Vera Nocentini.