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Risultati del Premio Speciale Giuria Popolare 2026 XXI edizione del Concorso Lingua Madre

Scritto da Segreteria il 16 Aprile 2026

È Stela Karabina ad aggiudicarsi il Premio Speciale Giuria Popolare della XXI edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre con il racconto Kismet.

Nasce a Tirana nel 1989, cresce in provincia di Taranto e si forma a Bari. Architetta di formazione, sceglie la scrittura come ambito professionale. Lavora tra Torino e Milano come Communication Manager per l’architettura, il design e l’innovazione. Affianca all’attività professionale una ricerca sulle trasformazioni di Tirana e indaga in particolare i modi di raccontare e valorizzare la memoria recente della capitale albanese.

Nel suo racconto la rivisitazione della migrazione dall’Albania verso l’Italia a distanza di anni. Una sorta di amarcord in cui la delicatezza del narrare viene scandita dalla musicalità che in effetti è agìta anche concretamente dalla madre e dal padre che suonano. La musica aleggia sugli eventi. Lo sguardo dell’allora bambina, insieme limpido e penetrante, restituisce con tonalità agrodolce l’esperienza della migrazione familiare senza edulcorarne le criticità. Attraverso dettagli e sensazioni corporee, la memoria intima si trasforma in racconto collettivo: una storia di crescita segnata dal distacco, capace di parlare a chiunque abbia dovuto diventare adulta lasciando qualcosa alle spalle. La migrazione come passaggio individuale, familiare e storico.

Probabilmente è proprio questo ad aver indirizzato le preferenze delle e dei partecipanti alle votazioni della Giuria Popolare.
Sono state tantissime quelle espresse tramite il form apposito, arrivate anche sui social, da tutta Italia e non solo: tra le lettrici e i lettori è stata estratta a sorte Suhrya Pandya che riceverà in regalo l’ingresso al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 e i volumi del Concorso Lingua Madre.

Di seguito, l’incipit del racconto:

Nel nostro palazzo, tutti sanno che io e mia madre stiamo per partire, e tutti sono venuti a salutarci. Mi abbracciano e mi stringono mentre cerco di non stropicciare le maniche a sbuffo del vestito che lei ha scelto per me.
«Con un giallo così allegro, sarai la prima che tuo padre e tuo fratello noteranno quando scenderemo dall’Adriatica».
Non ho mai preso un traghetto; mia madre mi ha spiegato che è una nave dove il tempo passa velocemente. A me del tempo importa poco: non ho fretta di lasciare la nostra casa. Eppure, lo faremo, perché in una nuova casa oltre il mare saremo di nuovo una famiglia.