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Migrazione e post-migrazione Un podcast e i suoi sconfinamenti

Scritto da Segreteria il 09 Ottobre 2026

Le persone migranti, soprattutto grazie alle giovani generazioni, come mettono in scena e come raccontano se stesse e le proprie esperienze attraverso la molteplicità di forme artistiche e mediali esistenti?

È quanto intendeva esplorare il convegno internazionale Migrazione e post-migrazione. Rappresentazioni e autorappresentazioni di migranti e nuove generazioni tra letteratura, arti e media che si è svolto il 7 e 8 ottobre 2026 a cura dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni.

Nella sede di Sesto San Giovanni il primo panel ha visto intervenire Daniela Finocchi, ideatrice CLM, per presentare il lavoro svolto con il podcast Migranti: femminile plurale al fianco di Luisa Giacoma, Università della Valle d’Aosta e parte del Gruppo di Studio CLM, che ha raccontato il progetto L’italiano e i suoi sconfinamenti, ciclo di incontri del programma del Concorso Lingua Madre al Salone del Libro di Torino. Insieme a loro Paolo Orrù (Università di Cagliari) con l’intervento Corpi e parole: evoluzione della narrazione identitaria della letteratura migrante italiana e Martino Marazzi (Università degli Studi di Milano) con Ana e la lingua dei migranti. Ha moderato l’incontro Maria Cristina Paganoni.

Ai saluti istituzionali di Marco Castellari, direttore del Dipartimento, sono seguiti quelli di Giuseppe Sergio che ha ricordato la ricerca che dava titolo al convegno e il lavoro svolto insieme e grazie a Jacopo Ferrari.
Sono stati quindi accennati i temi presenti nelle due giornate di lavoro, introdotti peraltro già diversi anni orsono nel Dipartimento per opera di Gabriella Cartago. Tra i progetti ricordati, anche la consolidata collaborazione con il CLM e la presentazione delle antologie con i racconti delle autrici proposte da molti anni al pubblico all’interno di BookCity Milano. Così come è stato sottolineato da Giuseppe Sergio quanto le voci femminili siano molto presenti nella letteratura esaminata: «una realtà preponderante quella della scrittura delle donne, che attraversa l’intero programma». Altre considerazioni hanno riguardato il linguaggio e l’uso distorto di alcuni termini, come nel caso di “remigrazione” entrato recentemente nel vocabolario quotidiano «in modo inquietante, dimostrando come le parole possano cambiare facilmente valore».

Il compito di aprire le due giornate di studio è stato affidato a Daniele Comberiati, Université de Montpellier Paul Valéry, che ha delineato con grande efficacia le linee evolutive e le tendenze della letteratura transnazionale attraverso diversi romanzi, tra i quali quelli di autrici come Nadeesha Uyangoda, Emanuela Anechoum o Sabrina Efionayi. Ecco quindi emergere la migrazione come flusso continuo, grazie a narrazioni realiste che sfociano nel fantastico e nel cosiddetto weird esplorando nuove pratiche e nuovi paradigmi teorici. Paradigmi tracciati anche dalla rivista Crocevia (Besa Muci Editore), semestrale dedicato a scritture straniere, migranti e di viaggio da lui diretto e con il quale collabora da anni anche il CLM grazie a una sezione espressamente dedicata alle autrici del concorso.

Daniela Finocchi ha introdotto il tema del suo intervento presentando il Concorso Lingua Madre e offrendo al pubblico una panoramica approfondita e coinvolgente delle diverse iniziative.

L’esposizione è stata quindi dedicata al podcast Migranti: femminile plurale. L’ideatrice del progetto ne ha delineato le caratteristiche strutturali, mettendone in luce la natura intima e accessibile, e ha approfondito i temi chiave che guidano le puntate: l’identità, l’incrocio di culture, la memoria e la forza delle parole come ponte tra mondi diversi. Una narrazione capace di rappresentare le sfumature del vissuto femminile e migratorio, confermando il valore del Concorso come spazio di ascolto e condivisione.

L’ascolto diretto delle autrici – è stato sottolineato – rivela come l’esperienza migratoria non sia un’etichetta identitaria, ma una chiave di lettura per interpretare la complessità del presente. Questo vale in particolare per le ragazze comunemente (e impropriamente) definite di “seconda o terza generazione”: giovani italiane che non hanno vissuto il viaggio in prima persona. Rifiutando definizioni rigide, il CLM preferisce quindi promuovere un approccio rispettoso, che valorizza le origini senza scivolare nell’appropriazione culturale. L’obiettivo non è “dare voce”, ma mettere a disposizione uno spazio di ascolto autentico.

Il podcast, che si appresta a inaugurare la sua quarta stagione, si struttura in episodi autoconclusivi a sviluppo verticale, ciascuno dedicato a un focus specifico. Il format unisce l’intervista all’approfondimento formativo, combinando testimonianze e analisi. Al centro di ogni puntata si trova la narrazione biografica delle autrici CLM: storie personali e memorie familiari legate alla migrazione femminile diventano lo stimolo per riflettere su temi collettivi e universali. Il racconto è arricchito da un sound design in cui letture dei testi, musiche e pause guidano l’ascoltatore in un’esperienza intima e immersiva.

Ecco, quindi, i temi che vanno dalla cura all’ascolto a mondi possibili tutti da immaginare, dai nutrimenti all’arte del ridere. Fondamentali sono poi l’accuratezza dei dati, l’affidabilità delle fonti e la correttezza dell’uso del linguaggio.

Soprattutto – ha concluso Daniela Finocchi – è fondamentale continuare a riflettere su questi temi, facendo parlare direttamente le protagoniste. Questo approccio è ancora più urgente oggi, in un momento storico segnato da un profondo divario tra la realtà della migrazione e il modo carente o distorto in cui l’opinione pubblica percepisce e immagina le persone migranti.

Luisa Giacoma ha quindi illustrato il progetto L’italiano e i suoi sconfinamenti: un ciclo di incontri ideato e condotto dalla linguista e lessicografa dal 2013 al 2025 all’interno del programma del Concorso Lingua Madre al Salone Internazionale del Libro.

Il ciclo si è sempre caratterizzato come uno spazio di dialogo interdisciplinare che ha unito la riflessione linguistica accademica alle testimonianze dirette di autrici migranti o con appartenenze multiple del CLM. Nata per approfondire la fluidità della lingua italiana al di fuori dei confini tradizionali, l’iniziativa ha messo in luce come la parola possa trasformarsi in uno strumento di espressione di nuove identità e di ibridazione culturale.

I temi centrali hanno ruotato attorno al pluralismo culturale, all’integrazione e alla ricchezza del linguaggio letterario inteso come “lingua figlia”. Sono stati inoltre approfonditi i legami profondi tra parole e immagini, svelando la capacità della scrittura femminile di ridefinire il rapporto tra le proprie radici originarie e il paese d’approdo. Dal ruolo della traduzione al margine come spazio soggettivo di contaminazione, dalle narrazioni oltre-canone all’innovazione didattica, si sono susseguiti tredici anni di incontri che hanno presentato al pubblico e messo in relazione fra loro 45 ospiti di tante nazionalità diverse. Linguiste, docenti, giornaliste/i, interpreti, editrici e editori si sono alternati sul palco declinando tematiche tra le più attuali e innovative.

Il convegno è quindi proseguito nell’approfondimento di tanti generi e forme espressive differenti: dal rap al fumetto, dalle narrazioni transmediali alle graphic novel, alla scrittura musicale.

Appunti, approfondimenti, suggestioni per un nuovo paradigma interpretativo.