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Raccontare "Generi alimentari" Il volume narrato a "Il posto delle parole"

Scritto da Segreteria il 03 Maggio 2021

Il peso della pandemia ricade sulle donne, ma i racconti del Concorso Lingua Madre, dimostrano come, anche in questo momento sospeso, le donne, soprattutto migranti, contribuiscono a ridisegnare il mondo secondo quei valori di cura oggi più che mai imprescindibili.

Sabato 1 maggio Il posto delle parole, trasmissione di Livio Partiti, ha presentato il volume Generi alimentari. Cibo, donne e nuovi immaginari (Iacobellieditore), curato da Daniela Finocchi e Luisa Ricaldone, nato dal lavoro del Gruppo di studio CLM.

Nel corso dell’episodio si sono approfonditi i temi della migrazione femminile visti attraverso il filtro del cibo e della sua rappresentazione nelle produzioni – letterarie, artistiche, televisive – delle donne. L’introduzione del programma è stata dedicata al Concorso letterario nazionale Lingua Madre e alle novità messe in atto dal progetto, senza dimenticare le vincitrici, da poco annunciate, della XVI edizione del Concorso e i temi affrontati nei loro racconti.

Partendo dal concetto di “generi alimentari”, che dà il titolo al libro, Daniela Finocchi, che è stata intervistata in trasmissione, ha quindi spiegato: “Quando si tratta di soggettività femminile, il confine tra umano e animale, tra naturale e razionale, tra corpo e spirito, è assai labile: la dominazione delle donne e della natura è collegata in molti sensi. La conoscenza  della natura, delle pratiche di cura e nutrimento, che appartiene alle donne, ha aiutato da sempre il genere umano a sostenersi. La chiave di lettura che pare scontata nel mettere in relazione cibo e donne non solo scontata non è ma quando viene utilizzata l’immaginario artistico e letterario risulta in una posizione del tutto secondaria se non assente. Questo è l’obbiettivo del volume, un excursus sulla cucina narrativa delle donne che evidenzia nuovi percorsi e nuove rappresentazioni e segna il passaggio dalla visione patriarcale della supposta “vocazione” delle donne per la cucina a una modalità che imprime la traccia di un ordine simbolico altro”.

Livio Partiti ha quindi commentato come il cibo sia una potente metafora, un ponte fra culture capace di abbattere, magari attorno ad una tavola, i muri del pregiudizio.

“Verissimo”, ha risposto Daniela Finocchi, proseguendo “attraverso il cibo passano non solo elementi nutritivi ma anche ricordi, dissidi, tradizioni. Il  cibo è un linguaggio che può essere più potente di ogni parola mai proferita”.

E’ stato quindi sottolineato come la novità dell’approccio del volume sia rappresentata anche dal fatto di aver unito nella trattazione sia il lavoro scientifico, sia il lavoro creativo grazie alla sinergia messa in campo da sette studiose e quattro scrittrici, disegnando in questo modo una mappa significativa delle trasformazioni della soggettività e del pensiero delle donne nella nostra contemporaneità.

Qui è possibile riascoltare l’episodio: