Spazi urbani e differenza Daniela Finocchi alla Commissione Comunale per la Toponomastica
Scritto da Segreteria il 20 Ottobre 2026
Martedì 20 ottobre, alle ore 14, nella Sala Orologio di Palazzo Civico a Torino, è stata convocata la Commissione Comunale per la Toponomastica. Con l’occasione è stato ufficialmente formalizzato l’insediamento di Daniela Finocchi che ne entra a far parte in qualità di rappresentante della Società italiana delle Letterate. La nomina dell’ideatrice e responsabile del Concorso Lingua Madre sarà l’occasione per offrire visibilità alle donne italiane o con appartenenze multiple che sono state ignorate o dimenticate dalla storia e favorire una percezione di equità nello spazio pubblico.
Al suo fianco, anche loro in qualità di esperte, sono impegnate con analoghe finalità le referenti di Toponomastica femminile con Loretta Junck, del CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università con Eva Desana, della Società italiana delle Storiche con Daniela Adorni.
La seduta è stata aperta dalla Presidente Maria Grazia Grippo con la presentazione di Daniela Finocchi ai e alle componenti della Commissione. Quest’ultima ha quindi illustrato il progetto CLM e le sue finalità e non ha mancato di ricordare Luisa Ricaldone, anche lei parte dell’organismo comunale sino alla sua recente e prematura scomparsa.
Componenti sono anche: il Sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l’Assessore alla Toponomastica Francesco Tresso, la Segretaria Generale e la Vice Segretaria Generale della Città di Torino Annalisa Puopolo e Carmela Brullino, i vicepresidenti del Consiglio Comunale, i Capigruppo dei Gruppi Consiliari, le e i Presidenti delle Circoscrizioni, la dirigente del Servizio Consiglio Maria Porpiglia, la direttrice del Dipartimento Cultura-Sport-Grandi Eventi e Promozione turistica Daniela Maria Vitrotti, la dirigente Divisione Cultura-Archivio-Musei e Biblioteche Chiara Bobbio, la delegata della Rettrice dell’Università di Torino Marta Margotti, il Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati, il socio dell’Accademia delle Scienze Aldo Agosti, la referente della Deputazione di Storia e Patria Gabriella Morabito, la coordinatrice della Commissione Arte Pubblica Renata Cardillo.
A Torino, infatti, il tema della toponomastica femminile riflette in modo emblematico il profondo divario di genere degli spazi urbani italiani. Secondo i dati emersi dal progetto di ricerca Strada per strada curato dal Politecnico di Torino e dall’Università, la rappresentazione femminile nella mappa cittadina evidenzia una disparità netta: solo circa il 5,3% dei luoghi pubblici (tra vie, piazze e giardini) è intitolato a figure femminili, un dato persino inferiore alla già bassa media nazionale. Su oltre 2.500 sedimi stradali complessivi, più di 1.200 celebrano uomini. Inoltre, nel nucleo storico delle intitolazioni femminili torinesi, oltre la metà rimanda alla tradizione religiosa, a figure come la Madonna, le sante o le benefattrici; oppure a nobildonne e sovrane della dinastia sabauda. Le donne del mondo della scienza, della politica, dell’arte e della società civile laica sono rimaste a lungo escluse.
Occorre però precisare che un’inversione di tendenza è stata promossa dalle istituzioni e dalla ricerca negli ultimi anni. Per contrastare l’invisibilità delle donne, la Città di Torino – dove la competenza sulla toponomastica spetta in via esclusiva al Consiglio Comunale – ha avviato iniziative concrete di riequilibrio di genere.
Ecco quindi che, dal 2021 a oggi, la Commissione toponomastica comunale ha approvato 41 nuovi toponimi dedicati a donne a fronte di 25 maschili, portando il totale delle aree urbane intitolate a protagoniste della storia a quota 128.
Tra le più recenti intitolazioni nel territorio cittadino spiccano figure legate ai diritti, alla cultura e alla Resistenza, tra le quali Aida Ribero che aveva proposto e per cui si era attivato il Concorso Lingua Madre.
Oltre la mappatura digitale, vengono promosse passeggiate urbane e convegni per far scoprire la storia delle donne nascosta dietro i nomi delle strade, oltre a ciò l’urbanistica di genere viene utilizzata come strumento di inclusione e sicurezza.
L’invisibilità urbana delle donne si sta così lentamente riducendo, per restituire memoria storica, riconoscere il valore e il contributo di scienziate, letterate, attiviste, intellettuali che sono state spesso dimenticate o oscurate dalla storiografia tradizionale.
Inoltre, intitolare una via a una donna illustre cambia l’immaginario pubblico e offre alle giovani generazioni – soprattutto alle ragazze – nuovi punti di riferimento a cui ispirarsi nella quotidianità.
Ridisegnare la mappa delle città va oltre il semplice simbolismo, significa non solo agire concretamente per una società più equa ma anche includere la differenza di cui le donne sono portatrici e promuovere attraverso il loro pensiero un modello alternativo di gestione del mondo.
Tra le titolazioni proposte nella convocazione del 20 ottobre quella alla politica e sindacalista Carmen Casapieri, a Germana Erba personalità del teatro e della danza, a Vincenza Castria attivista dell’Unione Donne Italiane, all’attivista omosessuale Luki Massa, a Emma Strada prima ingegnera civile nel 1908, alla giornalista e scrittrice Oriana Fallaci.