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Addio a Lidia Curti Il CLM ricorda la critica femminista, anglista e intellettuale napoletana

Scritto da Segreteria il 23 Aprile 2021

Il Concorso Lingua Madre si unisce nel ricordo di Lidia Curti, critica femminista, saggista e intellettuale, già docente di Anglistica presso l’Orientale di Napoli, e parte della Società Italiana delle Letterate.

Come riporta Marina Vitale su Il Manifesto, “Lidia Curti ha costantemente lavorato per aprire spazi di innovazione e di dialogo al di sopra di barriere disciplinari e protocolli accademici, portando nell’insegnamento una passione civile che ha fatto di lei una figura carismatica per molte generazioni di studenti e di studiosi”.

Nella sua lunga carriera universitaria e intellettuale, a un approccio più tradizionale ha preferito una commistione fra linguaggi ed espressioni eterogenee, mettendo sullo stesso piano la letteratura “colta” con le arti visive, del teatro, del cinema e dei media.

Da sempre una figura d’avanguardia nel panorama femminista italiano e internazionale, Curti aveva recentemente coordinato una ricerca sui Femminismi futuri per Iacobellieditore (2019) e, a proposito dei confronti/scontri fra vecchi e nuovi femminismi, aveva dichiarato sulle pagine della rivista Leggendaria:

Ho sempre vissuto ogni nuova ondata come un’aggiunta preziosa.

Nella sua produzione saggistica e letteraria, Lidia Curti ha posto le basi per quella pratica che oggi viene più comunemente identificata come intersezione e che ha segnato la sua attività nella Società Italiana delle Letterate. Proprio da questo suo appassionato lavoro è nata una proficua e stimolante collaborazione con il Concorso Lingua Madre, concretizzatasi in tanti progetti, l’ultimo dei quali è stato Visibile e invisibile, il Convegno SIL che ha avuto luogo a Venezia nel dicembre 2019, incentrato sul lavoro delle migranti in Italia.

In quell’occasione Lidia Curti osservava:

La migrazione è spesso dovuta a fuga dalla povertà e dal bisogno e necessità di sostegno per la famiglia che si lascia alle spalle, un doppio ruolo che la trasforma da assoggettata in soggetto responsabile e capofamiglia. Un’aggiunta ulteriore alle fluttuazioni identitarie tra lingue, storie e culture diverse e ai disagi di una doppia o multipla non-appartenenza e tuttavia anche una conquista di indipendenza, l’uscita da una condizione di marginalità e abbandono, che è quella riservata alle migranti nell’Italia di oggi. Il desiderio di apertura e autonomia, accanto al bisogno o alla persecuzione politica, può essere all’origine del viaggio.

Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile del Concorso Lingua Madre, la ricorda così:

Lidia Curti mi ha emozionata e accolta nel dialogo e nello studio dei temi inerenti la migrazione femminile con sorprendente generosità, sin dal nostro primo incontro. Non solo una grande Maestra, ma anche una donna carica di umanità, vivace e accogliente nei modi e nel pensiero, sempre proiettata al futuro, con una particolare attenzione alle e ai giovani, capace di cogliere stimoli e novità prima ancora che si esplicitassero. Una voce che mancherà moltissimo.