La Premiazione della XXI edizione CLM SalTo26
Scritto da Segreteria il 19 Maggio 2026

«Con il progetto CLM si continua a dialogare tutto l’anno per un diverso modo di abitare il mondo. Dopo i festeggiamenti per i 20 anni del progetto, le nuove attività sono continuate nel 2026 con tante novità, compreso il ricco programma nell’ambito di questo Salone Internazionale del Libro». Così ha esordito Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile del Concorso Lingua Madre, in apertura della Premiazione della XXI edizione che il 18 maggio ha chiuso i cinque giorni di incontri a cura del CLM che hanno animato l’Arena Piemonte durante il XXXVIII Salone Internazionale del Libro di Torino.
Sul palco per i saluti istituzionali Marina Chiarelli, Assessora a Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte, che ha affermato: «Da qui si vede davvero l’importanza di fare rete». Con lei anche Annalena Benini, Direttrice editoriale del Salone, che ha ricordato a sua volta come il Concorso sia un modo per entrare in relazione a tantissimi livelli: «Mi onoro di partecipare leggendo i racconti. È qualcosa di importante non solo per l’integrazione, ma anche per il riconoscimento». Infine, Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei lettori, ha fatto notare che «il Concorso è un progetto davvero inclusivo e siamo felici di ospitare ogni anno al Circolo la presentazione dell’antologia».
Protagoniste dell’incontro sono quindi state le autrici dei racconti e delle fotografie premiate e selezionate. Donne migranti, le loro figlie e tutte coloro che si sono riconosciute e che si riconoscono in appartenenze multiple e anche le donne italiane che pur non avendo origine straniera hanno voluto mettersi in relazione con l’Altra. Racconti di donne non più straniere – è stato sottolineato – proprio per mettere al centro l’energia delle nuove generazioni e la loro capacità di leggere il presente con uno sguardo più libero e non convenzionale, come suggeriva anche il titolo del Salone del Libro di quest’anno Il mondo salvato dai ragazzini, riprendendo il titolo di quel libro di grandi slanci – anche formali – di Elsa Morante che ha accompagnato una stagione della società italiana – nel 1968 – segnata dalla volontà di profondo rinnovamento politico e morale.
Ecco, quindi, gli incontri e le iniziative che si svolgono su tutto il territorio italiano (e non solo) nel corso dell’anno e che rendono sempre protagoniste le autrici alle quali spesso non viene offerta questa opportunità, benché abbiano molto da dire. Proprio per questo, infatti, è nato il progetto, per mettersi all’ascolto di donne che fanno delle loro identità multiformi un approccio differente e inedito alla complessità.
Sono oltre 10.000 quelle che si sono rivolte al progetto in questi anni e insieme a loro sono state realizzate 21 antologie, 16 mostre fotografiche, 30 volumi di approfondimento, 1 rivista telematica, oltre 2.000 presentazioni in tutta Italia, 31 convegni, più di 50 laboratori e progetti scolastici, 8 borse di studio, 5 programmi video originali, 5 spettacoli teatrali tratti dai racconti. Sempre le autrici sono interpreti principali anche nel podcast Migranti: femminile plurale disponibile su Spotify, e nella webserie Cucine vicine su Prime Video.
Il Concorso, è stato ricordato, è un luogo di espressione e riconoscimento sostenuto da un Gruppo di Studio composto da scrittrici, docenti, artiste di diverse nazionalità impegnate a indagare e approfondire i temi connessi alla letteratura e alla migrazione femminile, realizzando convegni, pubblicazioni, saggi.
A supporto di tutto questo è stata realizzata la testata giornalistica online con un ricco piano editoriale che comprende articoli e rubriche tematiche, ma anche una sezione audioracconti e contenuti social.
Da non dimenticare, la cura di vari progetti speciali quali le antologie Attraversare. L’arte di diventare grandi leggendo (Lattes editori) con i racconti delle autrici del Concorso che quest’anno sono arrivate nelle aule delle scuole secondarie di primo grado.
Nei giorni del Salone del Libro si è aggiunto un ricco programma che ha visto la presentazione di romanzi d’esordio, libri, saggi delle partecipanti al Concorso e anche un omaggio a Emily Dickinson – in occasione dell’anniversario della sua morte – che ha messo a confronto la sua scrittura e il suo pensiero con quelli delle autrici CLM, grazie al progetto dell’Università degli studi di Torino che vede tra i partner, oltre al Concorso, il Ministero della Cultura, le Residenze reali Sabaude e i Musei nazionali del Piemonte.
Non poteva mancare il ringraziamento a tutta la grande rete che si è creata in oltre vent’anni intorno al progetto e che lo sostiene, formata dalle istituzioni, i partner consolidati, la giuria, le scuole, le università, le associazioni, le biblioteche, gli istituti di accoglienza, le e gli insegnanti, le autrici che collaborano attivamente al progetto. Così come il ringraziamento a Elena Pineschi, social media manager e docente del progetto CLM, per il prezioso aiuto, l’impegno e il costante entusiasmo e ad Anna Di Domizio – traduttrice nella Lingua dei segni – anche quest’anno a fianco del progetto.
Mostrata anche per la prima volta la copertina dell’antologia Lingua Madre Duermilaventisei – che vede un’elaborazione di immagini di autrici e che sarà presentata il 20 novembre al Circolo dei lettori di Torino – la quale raccoglie opere che mettono in scena conflitti linguistici ma anche trasformano la lingua italiana arricchendola, che evidenziano fratture identitarie ma anche generano nuove forme di appartenenza come nel caso della “migrazione di ritorno” – un tema ancora assai poco indagato –, che trasformano memorie intime in racconti collettivi offrendo traiettorie inesplorate.
Si è quindi passate alla premiazione delle autrici grazie a Leyla Khalil, vincitrice dell’anno scorso, la quale è stata la madrina che ha consegnato i premi.
I loro scritti insegnano come la ricchezza non risieda in appartenenze esclusive, al contrario, e ci raccontano come queste donne siano complete, multiple e libere, è stato detto. Caratteristiche che si riflettono anche nelle immagini della sezione fotografia – curata da Filippo Maggia – che arricchisce il Concorso Lingua Madre grazie alla collaborazione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che affianca il progetto dal 2009.
La vincitrice della Sezione fotografica Julia Derbule, è stata invitata a salire sul palco insieme a Silvio Salvo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Paride Candelaresi, Assessore alla Cultura di Asti e Silvia Lanna, rappresentante della comunità argentina a Torino e parte dell’AMMI – Associazione Multiculturale Mediatori Interculturali. L’immagine premiata Cuore diviso è sospesa tra presente e futuro in una figurazione composta da diversi elementi fra loro contrapposti, è stato sottolineato.
La consegna dei riconoscimenti è proseguita con le vincitrici della narrativa con il Premio Giuria Popolare, assegnato direttamente da lettrici e lettori online al racconto Kismet di Stela Karabina. Ad accompagnarla sul palco Benko Giata, Presidente del Centro Cultura Albanese a Torino, Anilda Ibrahimi, scrittrice albanese e Loranda Domi, vincitrice CLM nel 2025.
A seguire, il Premio Speciale Torino Film Festival vinto da Ana Paula Alfonso Lonardi con il racconto Arrivederci a Genova, salita insieme a Maurizio Gelatti del Torino Film Festival, José Luis Minati dell’Associazione Argentina Italiana Piemonte e nuovamente Paride Candelaresi, Assessore alla Cultura di Asti perché – come è stato sottolineato – ben tre vincitrici erano quest’anno argentine e residenti ad Asti.
La cerimonia è proseguita con Mary Valeriano, vincitrice del Premio Speciale Slow Food – Terra Madre con il racconto Piante ed altre rivoluzioni. Con lei sul palco Elisa Virgillito di Slow Food e Paulo Correia, Presidente dell’associazione CRBE – Consiglio dei Rappresentanti dei Brasiliani all’Estero. La Sindaca di Barberino di Mugello Sara Di Maio – che non ha potuto purtroppo partecipare – ha inviato un suo messaggio per l’autrice.
Il Premio Speciale Sezione Donne Italiane è andato a Carmela Caldarola per il racconto Il profumo del cardamomo, che purtroppo e con suo grande rammarico non ha potuto essere presente. L’autrice è stata presentata al pubblico attraverso la sua biografia ed è quindi stata data lettura della motivazione al riconoscimento per un testo che unisce dramma e poesia di vite minime con intensità e profondità commoventi.
Il Terzo premio è andato a Brenda Soledad Carmona per il racconto Madre in terra straniera, accompagnata da Anna Cagna della Biblioteca Donne Láadan – Centro culturale e sociale delle donne e, nuovamente sul palco, Silvia Lanna con Paride Candelaresi.
Il racconto Lingua Padre ha fatto conquistare ad Aurora Leode Fadonougbo il Secondo premio che ha ritirato accompagnata da Paolo Bianchi, Assessore alle Politiche Sociali, Integrazione e Pace del Comune di Rho, insieme a Fulvia Pedani, Presidente della Consulta Femminile della Regione Piemonte e Rana Nahas dell’Associazione AlmaTerra.
La vincitrice dell’edizione è stata Andreea Paula Danilescu grazie al suo racconto Le ferite delle madri, le cicatrici dei figli. Le hanno assegnato il Primo premio Cosmin Dumitrescu, Console Generale della Romania a Torino, insieme a Francesco Iannucci, Sindaco di Carolei.
La cerimonia si è conclusa chiamando sul palco tutte le autrici selezionate per la Sezione fotografica e per la pubblicazione dei racconti nell’antologia Lingua Madre Duemilaventisei, insieme alle loro insegnanti e operatrici che le hanno accompagnate nel percorso di scrittura e, spesso, anche nella vita.
Mentre le immagini e i nomi scorrevano sullo schermo, Daniela Finocchi ha ricordato l’apertura del bando della XXII edizione CLM che si concluderà il 15 dicembre 2026 e ha ancora ringraziato tutte le autrici che «coniugano immaginari e nuove sensibilità, immediatezza e autenticità, relazione e riflessioni profonde e che ci aiutano a diffondere uno sguardo sessuato sulle migrazioni contemporanee che vedono le donne protagoniste, e in grado di portare cambiamento».