Memorie, suggestioni, cura L’antologia presentata dalle autrici
Scritto da Segreteria il 07 Marzo 2026
Venerdì 6 marzo 2026, alle ore 18.30 presso la Sala del Consiglio comunale di Volvera, in via Roma 3, l’antologia Lingua Madre Duemilaventicinque. Racconti di donne non più straniere in Italia (Edizioni Seb27) è stata la protagonista nell’ambito della presentazione ideata per il gruppo di lettura gestito dalla vincitrice CLM Marta Valls. Insieme a lei anche Loranda Domi, altra vincitrice della XX edizione del progetto, in dialogo con Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM.
Memorie, suggestioni, cura, macerie si mescolano in questi racconti con una sensibilità che produce talora turbamento e da qui si è partite per analizzare le finalità del progetto e i testi attraverso i quali le autrici si esprimono ed entrano in relazione con lettrici e lettori. Una sala gremita ha testimoniato la sentita partecipazione della cittadinanza e del Comune, che contava anche la presenza del Sindaco Francesco D’Onofrio e dell’Assessora alla Cultura Laura Rattero.
Il Book club, gruppo di lettura con Marta Valls, nasce due anni fa grazie all’idea della vincitrice CLM che ha coinvolto una decina di amiche. In poco tempo l’iniziativa ha però attirato tante altre lettrici e oggi conta una partecipazione di circa trenta donne che si incontrano una volta al mese. «Un libro ogni trenta giorni – spiega Valls – che viene poi discusso e analizzato insieme, quando ci si incontra, attraverso domande, spunti di dialogo, quesiti che aprono il confronto e lo scambio di idee. Le partecipanti sono tutte femmine, anche se il gruppo è da sempre aperto a chiunque voglia partecipare, quindi anche ai maschi che però non si propongono: questo un po’ ci stupisce e ci interroga». Il volume scelto per il mese in corso era appunto l’antologia Lingua Madre Duemilaventicinque oggetto della presentazione.
Dopo l’introduzione sul progetto CLM affidata a Daniela Finocchi, il dialogo ha coinvolto subito Loranda Domi che ha spiegato come si sia sempre sentita “complessa”, finché non ha capito che questa non era una realtà negativa, ma solo un bellissimo mosaico da ricomporre come figura intera. «Come capita a molti, ero straniera nella terra dove ero nata ed ero straniera in quella dove vivevo – ha detto – così ero percepita dagli altri e così mi vedevo io stessa. Finché non ho imparato a non essere critica verso me stessa, a osare e credere in ciò che mi definiva. Ho compreso che dovevo abbracciare le diverse parti di me e dovevo far capire anche agli altri questa mia appartenenza multipla. Ho capito che non dovevo lasciare agli altri il potere di definire chi io fossi, ma dovevo essere io stessa a definirmi. Così ho trovato la mia voce, la mia casa, me stessa nell’autenticità di ciò che sono».
Marta Valls ha quindi chiesto a Daniela Finocchi di approfondire la sua esperienza femminista che ha ispirato la nascita del progetto CLM. «Chiara Zamboni Robotti ha scritto “Proprio l’intensità dello stare tra donne, la continuità sensibile sensuale simile a quella con il corpo materno, che ritrovo nel piacere di condividere con altre una certa situazione, ha rappresentato la radice affettiva che mi ha portato a partecipare alla politica delle donne”. Ecco, mi trovo pienamente in sintonia con questo pensiero – ha risposto l’ideatrice del Concorso – l’appartenenza e la frequentazione ai gruppi femministi mi ha sin dall’inizio proiettato in un ambiente noto, che riconoscevo come profondamente mio. Ho avuto molte madri, oltre quella naturale e mi piace sempre ricordarle, per riconoscere e testimoniare il debito simbolico nei loro confronti. La prima è mia madre Carmela Catamo, figura forte di donna moderna e portatrice di un pensiero femminista “istintuale”. Alle medie inferiori vissi la mia prima, determinante, crescita formativa grazie a un’altra donna importante della mia vita, una delle “altre madri”: la professoressa Gina Portaleone. Fu lei ad aprirmi la mente e a far nascere in me l’interesse per i temi sociali, a farmi scoprire il femminismo e lo studio attraverso l’ottica della differenza, interessandomi a temi e argomenti sino ad allora sconosciuti, ma soprattutto innescando in me un ordine di pensiero analitico che sovvertiva quello classico tradizionale. Quindi Aida Ribero, fondatrice di tanti gruppi e iniziative storiche, tra le quali il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino e con lei tutto il gruppo del Coordinamento Giornaliste del Piemonte e poi il Collettivo Bollettino delle Donne. Da allora presi consapevolezza e iniziai ad essere quella che sono oggi. Nei gruppi di donne, ritrovavo la mia essenza, il mio nido caldo».
Marta Valls ha quindi presentato il suo nuovo progetto artistico che coinvolge anche le autrici CLM, scrittura e immagini composte e suggestive, che uniscono materia e fotografia, interpretando quanto di negativo queste donne hanno lasciato in patria messo a confronto con quanto di positivo hanno creato in Italia.
Tante le domande arrivate dal pubblico alle relatrici, che vertevano sulle loro esperienze, sugli stereotipi, sullo scollamento tra realtà e percezione della gente circa il fenomeno migratorio, sul cambiamento avvenuto negli oltre vent’anni d’esperienza con il Concorso Lingua Madre, sulle similitudini che si possono trovare in tutte le storie di migrazione (da quella interna italiana a quelle storiche o legate all’attualità). Un dibattito serrato e vivace che ha coinvolto anche le studenti presenti in sala che hanno così potuto portare la loro esperienza di giovani in relazione col mondo, ricche delle proprie appartenenze multiple e desiderose di far scaturire la luce del cambiamento dal cuore del presente.
Siamo tutti e tutte migranti – è stato concluso – si tratta di un flusso inarrestabile che non fa che arricchire la lingua, il pensiero, la cultura e anche la cucina!