Appuntamenti

"Transizioni identitarie e migrazioni" Convegno di I.E.F.CO.S.T.RE

Scritto da Segreteria il 20 Dicembre 2017

«È stato un onore per me presentare il Concorso Lingua Madre, i suoi successi e la lunga storia che ha alle spalle». Con queste parole Claudiléia Lemes Dias, relatrice al Convegno e Workshop Viaggiatori di inverno – promosso e organizzato a Cagliari dall’Istituto europeo di Formazione, consulenza sistemica e terapia relazionale I.E.F.CO.S.T.RE., in collaborazione con Leggendo Metropolitano e il GUS (Gruppo Umana Solidarietà) – ha commentato la sua partecipazione all’iniziativa sul tema “transizioni identitarie e migrazioni”.

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«Ho raccontato il mio percorso, spiegato che anche il blog “L’Arte di Salvarsi” è partito dalle finestre che il Concorso aveva aperto nella mia mente. Perché solo quando condividiamo il nostro sapere e le nostre esperienze con gli altri, possiamo dichiararci veramente individui completi».
Anche tramite le pagine del volume L’alterità che ci abita, l’autrice ha voluto sottolineare l’importanza di creare relazione e scambio e di raccontare «ciò che siamo e stiamo diventando in modo chiaro, diretto, spontaneo e senza filtri – come fanno le donne che scrivono e spediscono i loro racconti al Concorso. Solo così riusciamo a “nutrire” ed arricchire il Paese in cui stiamo vivendo per trasformarlo, finalmente, nella casa più accogliente che ci sia».
All’incontro è intervenuta anche la Dott.ssa Ivy Daure – terapeuta sistemica che vive e lavora in Francia – la quale ha espresso entusiasmo nei confronti del progetto, mettendo in luce l’efficacia della scrittura e della relazione, anche e soprattutto per i risvolti psicologici e l’aumento dell’autostima delle donne che subiscono un trauma migrando.
E ancora, Saverio Gaeta, direttore del Festival Leggendo Metropolitano, ha definito il Concorso come «una delle iniziative più oneste e innovative dal punto di vista letterario e umano».
«Questo perché – ha sottolineato ancora Claudiléia Lemes Dias – l’obiettivo del Concorso non è quello di trovare “la scrittrice dell’anno”, ma di dare voce a chi non ne ha e di conseguenza aprire un importante finestra nell’anima di chi scrive e di chi legge».