Appuntamenti

Straniero

Scritto da Segreteria il 04 Giugno 2010

Continuiamo a pubblicare i racconti delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Gobetti che hanno partecipato insieme alle loro insegnanti Cristina Bracchi e Patrizia Moretti ai laboratori di narrazione e scrittura organizzati dal Concorso Lingua Madre.

Ecco il diciassettesimo racconto:

Straniero
Di Francesco Tonioli
(Classe III C)

L’uomo con la valigia era fermo sul molo.
Tutt’intorno a lui la gente camminava frenetica e sembrava non accorgersi della sua presenza. L’uomo era fermo e guardava: guardava quella che doveva essere la patria della civiltà e del progresso.
Era questo che cercava quando, molte settimane prima, era partito da casa: là le cose erano tutt’altro che facili, lo stato di povertà estrema aveva costretto molti alla partenza, così aveva deciso di farsi coraggio ed abbandonare il posto dove era nato e cresciuto per partire.
Il viaggio era stato lungo, faticoso e in condizioni disumane, e lui aveva dovuto lavorare e risparmiare per più di un anno per poterselo permettere. Non era mai stato così tanto tempo su una nave senza mai scendere a terra, ma finalmente ce l’aveva fatta.
L’uomo si fece forza, prese la piccola valigia nella quale aveva radunato i suoi miseri averi prima di partire e si incamminò. Faceva freddo, lui era abituato al clima caldo di casa, e per le strade si addensava una strana nebbiolina grigia. L’espressione delle persone che lo circondavano sembrava andare di pari passo con il tempo: sguardi gelidi ed occhi privi di gioia. Parlavano una lingua a lui del tutto incomprensibile.
Si rese subito conto del disprezzo con cui lo guardavano, disprezzo che presto lo fece sentire in colpa, senza sapere bene perché.
Era come se tutti si accorgessero immediatamente della sua diversità, della sua provenienza lontana: passandogli accanto, le madri avvicinavano a sé i figli, gli uomini storcevano il naso e le ragazze si stringevano le borse al petto. 
Perché tutto questo?
Non poteva aver fatto niente, era appena arrivato.
Si sentì tremendamente solo.
Per un attimo lo invase la nostalgia di casa.  
Aveva lasciato tutto per il viaggio, la famiglia, gli amici, ma non era esattamente questo che si aspettava. Nella sua immaginazione sarebbe stato facile, avrebbe trovato lavoro e casa subito, il grande ostacolo per lui sarebbe stato il viaggio.
E invece ora nulla era facile, l’ostilità nei suoi confronti tanta.
Come poteva tutta questa gente aver sviluppato nei suoi confronti un odio così profondo? Da dove veniva tutta quest’avversione per lo straniero?
“Forse” si disse Luca “forse non ce l’ho ancora fatta…”.
Non era facile essere un italiano nella New York degli anni 50.

Francesco Tonioli
Classe III C
Liceo Scientifico Gobetti