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Quando la cultura si fa materia viva

Scritto da Segreteria il 30 Marzo 2015

Pubblichiamo le suggestioni di due ragazze nate dopo aver visitato le mostre allestite presso le Biblioteche Civiche Torinesi, come esempio concreto di cultura che si fa veicolo di relazione, dialogo, riflessioni, confronti con se stessi e gli/le altri/e. E sono davvero molte le proposte espositive che le Biblioteche torinesi hanno offerto e continueranno a offrire quest’anno, tra le tante anche Mani. Sostantivo Femminile Plurale dell’autrice del Concorso Lingua Madre Brunella Pernigotti.

11 marzo 2015
Testo lasciato da Ivana, una ragazza bulgara di 21 anni, sul quaderno delle mostre in Biblioteca centrale in occasione dell’esposizione di: La notte fuori. Mostra socioartistica itinerante. Foto, foto-fumetto, grafiche e racconti tratti dalla mostra Tirana-Torino a cura del Groshgrup. Un gruppo di giovani albanesi entrati in Italia come minori non accompagnati, a dieci anni di distanza ripercorre il tempo passato con parole chiave, immagini, humour, amarezza e speranza.

Dal momento in cui sono entrata in biblioteca, il mio sguardo è stato catturato da queste immagini! Forse perché abbiamo qualcosa in comune… sono una ragazza di 21 anni, sono arrivata in Italia (dalla Bulgaria) quando ne avevo 5 o 6… quando si è bambini non si capisce tutto. Ho avuto la fortuna di non essere sola, sono arrivata con mamma, fratello e nonna materna. Scappavamo da un orco, mio padre. Violenze e urla, questo era il nostro mondo. Mia mamma ha perso un figlio per te tante botte ricevute, l’ha sopportato per 13 lunghi anni, affinché fossimo abbastanza grandi per andarcene.
Siamo scappati una notte con le valigie mentre il mostro dormiva. Siamo venuti su un pullman, tutti clandestini. La forza di una madre che lotta per la felicità dei propri figli non ha eguali. Chissà perché ha scelto l’Italia, ha sempre desiderato venire qui.
La cosa più straziante è l’indifferenza. Io capisco perché ci sono passata, ma tanti guardano i senzatetto/immigrati ed altri quasi con disgusto.
Nessuno viene a rubare il lavoro a nessuno. Non è colpa di chi è nato nella parte sbagliata del mondo. E’ normale che se si viva per strada non ci si può lavare più di tanto e comprendo anche che si beva fino allo sfinimento per non pensare al presente, alla vita.
Si perde la dignità, ci si sente male, vivendo al freddo e non avendo un tetto.
Ringrazio chi ha scelto di mettere questa (ed altre non meno interessanti) mostre. La biblioteca, penso, debba essere il FULCRO DELLA CULTURA.
E cultura è anche conoscere ciò che ci circonda, e smettere con l’indifferenza.
Nessuno è perfetto.
Grazie, Ivana

Caro Quaderno delle storie,

io sono Gabriela, con una “l” perché deriva dal greco e non dall’italiano. Sono nata in Albania nel 1990. Quando avevo 9 mesi con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Grecia dove abbiamo vissuto 4 anni e poi siamo tornati in Albania per 5 anni e di nuovo siamo tornati in Grecia dove abitiamo fino oggi.
La mia vita è stata un’andata e ritorno dal luogo di nascita al paese che ci ospita oggi. Ho cambiato vita (scuola, amicizia, lingua, abitudini…) tre volte fin ora. Quando siamo tornati in Albania nel 1994 non parlavo l’albanese, solo il greco però sono riuscita ad apprendere quasi subito la lingua e ho fatto delle buone amicizie. Ho ancora la mia migliore amica di infanzia lì, si chiama Anisa. I tempi in Albania erano difficili, pericolosi a causa del cambiamento dello stato politico, la gente aveva paura, non sapeva dove andare e cosa fare per sopravvivere. Non c’era l’energia elettrica per quasi tutte le ore del giorno, non c’era l’acqua potabile. Per aver acqua il resto del giorno riempivamo bottiglie, casseruole… tutto ciò che avevamo per poterci lavare, fare la doccia, cucinare e bere. Giocavamo con i sassi, con il fango, con l’erba, la maggioranza dei ragazzi non avevano giocattoli però ci divertivamo molto, ma molto, ridevamo con il cuore!!! I ricordi della mia infanzia in Albania sono quelli che tengo nel mio cuore e ringrazio Dio per averci costretto a tornare in quel paese povero dal punto di vista economico ma ricco di gente generosa e coraggiosa. Ho imparato ad affrontare i pericoli e gli ostacoli della vita.
In Grecia viviamo bene, abbiamo condizioni migliori però niente assomiglia all’Albania e le sue lezioni. L’italiano l’ho conosciuto dalla tv in Albania e andando in Grecia per studiare, avere istruzione accademica, ho deciso di iscrivermi al dipartimento delle lingue straniere – Lingua e letteratura italiana. Sono a Torino con il programma Erasmus. Il primo mese qui, tutto il febbraio l’ho passato con impegni burocratici, nelle questure, negli uffici postali per la domanda del permesso di soggiorno. Tanta procedura, tanta energia fisica, psichica e soldi sprecati perché il mio passaporto è albanese e non apparteniamo all’Unione Europea! Sforzi sacrifici lacrime angoscia senza ragione, solo perché siamo di un paese povero e non siamo membri di una Unione! L’Europa dovrebbe cambiare un po’ la legge per gli immigrati!! Starò a Torino fino a luglio e spero di avere esperienze migliori, di godere la cultura italiana senza pensieri!
Vorrei ringraziare la biblioteca civica di Torino per questa esposizione, ci fa ricordare a tutti i momenti, sentimenti, pensieri… Grazie per aver pubblicato le storie di tutta questa gente.
Vivere significa sperare e lottare.