Appuntamenti

Una stanza senza confini patriarcali La partecipazione dell’autrice CLM Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez

Scritto da Segreteria il 17 Marzo 2026

A 140 anni dalla morte, “Fammi un quadro al sole”. Omaggio a Emily Dickinson è il progetto dell’Università di Torino che si propone di decostruire l’immagine stereotipata della poeta statunitense quale figura fragile e ritrosa. Diverse le iniziative tra cui lo spettacolo-reading che si è svolto al Castello di Moncalieri intrecciando più linguaggi artistici e mettendo a confronto anche le voci delle autrici CLM: donne oltre gli stereotipi, tra libertà e relazione.
Gli interventi musicali sono stati a cura del gruppo Icaro. Tra le lettrici l’autrice CLM Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, Luana Doni e Antonella Francini. La mostra era a cura delle artiste Matilde Domestico e Floriana Porta. A introdurre Daniela Fargione – responsabile scientifica – e Alberto Rizzuti.
Tra i partner, oltre al Concorso Lingua Madre, le Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte | Castello di Moncalieri e Forte di Gavi.

di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez

Domenica 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della donna ho avuto l’onore di partecipare, grazie al Concorso Lingua Madre, ad un’emozionante serata dedicata al 140° anniversario della scomparsa di Emily Dickinson. Daniela Fargione, professoressa di Lingua e letteratura anglo-americane presso l’Università di Torino e principale organizzatrice dell’evento, ha saputo coordinare con successo arte, musica, letteratura e poesia.

Nel corso della serata è stato possibile esplorare l’universo poetico della scrittrice americana attraverso la lettura delle sue poesie e di alcuni frammenti epistolari inediti, declamati dalla voce esperta di un’attrice e alternati all’incantevole suono di un quartetto d’archi mentre su uno schermo si proiettavano le fotografie delle partecipanti al CLM.

L’atmosfera creata da questa alternanza di note, versi e immagini ha trasportato il mio immaginario nella stanza di Emily, nel Massachusetts, dove per anni la poeta rimase rinchiusa. Un modo per allontanarsi dalle convenzioni sociali di un’epoca che non le apparteneva e contro la quale lei si è ribellata con l’isolamento fisico e mentale. Nei suoi scritti ho rivisto la trasgressione, il coraggio e la fragilità di mia nonna Adela. La stessa ribellione e la vulnerabilità delle donne che in ogni epoca e parte del mondo hanno lottato e continuano a lottare per far sentire la propria voce. Sono passati 140 anni dalla sua morte ma ancora oggi il sistema patriarcale non è stato decostruito e continua a zittire le voci delle donne.

Ancora oggi è necessario chiudere la porta di una stanza per scrivere e attraversare con le parole ogni confine patriarcale che impone ai nostri corpi e alle nostre menti uno schema che non ci appartiene e che non ci apparterrà mai. Sono passati 140 anni dalla morte di una poeta che ha creato universi dentro quattro mura, sono passati 21 anni dalla prima edizione del Concorso Lingua Madre che ha liberato migliaia di voci subalterne, sono passati 6 anni da quando ho scritto Mille e una luna e ho aperto per la prima volta la porta della mia stanza della scrittura.

Successivamente il racconto, si è trasformato in un romanzo: Occhi foresta (Capovolte edizioni). Ma se non ci fosse stato il Concorso Lingua madre non avrei mai trovato quella stanza e quella parte di me che vive e respira soltanto scrivendo. Passano i secoli, gli anni e le voci ma la lotta rimane sempre la stessa: distruggere il patriarcato e liberare le voci che vorrebbe subalterne.