Appuntamenti

Scritture in movimento Libriamoci 2026

Scritto da Segreteria il 05 Marzo 2026

di EP

Dal 16 al 21 febbraio 2026 le scritture delle autrici migranti o con appartenenze multiple che si rivolgono al Concorso letterario nazionale Lingua Madre sono state protagoniste in diversi istituti scolastici del Piemonte nell’ambito della XII edizione di LIBRIAMOCI. Giornate di lettura nelle scuole, la campagna nazionale promossa dal Centro per il libro e per la lettura del Ministero della Cultura, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Tante classi sono state coinvolte anche quest’anno nelle letture tratte dai racconti pubblicati nella più recente antologia Lingua Madre Duemilaventicinque. Racconti di donne non più straniere in Italia (Edizioni SEB27) grazie all’iniziativa delle docenti.
Alcune di queste, a supporto delle letture a voce alta, hanno anche organizzato attività partecipative e laboratori di approfondimento.
Ricordiamo in particolare: l’Istituto Comprensivo Mussotto Sinistra Tanaro che vedrà la partecipazione di diverse docenti e classi, grazie al coordinamento dell’insegnante Manuela Urru; l’Istituto Comprensivo Bra 2, dove le classi saranno coinvolte e guidate dalla docente Cinzia Manzone; l’Istituto Comprensivo Bobbio Novaro di Torino insieme alla docente Paola Marchi.

Creature in cammino è il filone scelto all’interno di questa edizione di LIBRIAMOCI e i racconti delle autrici migrati e con origini “altre” che sono stati selezionati sottolineano la dimensione collettiva della migrazione – vissuta, immaginata o reinterpretata – in cui le donne possono muoversi per conoscere e riconoscersi, definendo nuovi spazi di dialogo e azione.
Un’occasione per gli e le studenti di riflettere su tematiche quali l’affermazione della propria identità, l’incontro con le sensibilità dell’Altra e dell’Altro, la complessità che va oltre gli stereotipi limitanti. Ulteriore spunto saranno i richiami all’attualità e a rilevanti eventi storici.

Qui di seguito i resoconti elaborati dalle docenti, le cui proposte hanno stimolato bambine/i e ragazze/i a esprimere la propria creatività e invogliato alla lettura come pratica di relazione e pensiero critico, valorizzando anche le loro esperienze multiculturali e le storie familiari di migrazione.

Scuola primaria Vaccheria – I.C. Mussotto e Sinistra Tanaro (CN)

di Manuela Urru

Quest’anno abbiamo scelto il racconto Un tè tra due cieli di Nourelhouda Haffari per le classi 1ª e 5ª e Un ponte tra due mondi di Débora Karenine Bovo Mendes Lacerda Arnaud per la classe 4ª.
Quando abbiamo scelto di aderire al progetto Libriamoci 2026, non volevamo semplicemente leggere un racconto in più. Volevamo aprire una porta. Siamo partiti dal racconto di una donna migrante arrivata in Italia con una valigia piena di sogni, paure, nostalgia e coraggio. Una storia che non è rimasta sulla carta, ma che è entrata in classe, tra i banchi, negli sguardi dei bambini. Leggere quella voce ha significato fermarsi. Ascoltare davvero. E i bambini, quando vengono messi nella condizione di ascoltare, lo fanno con una purezza che commuove. Abbiamo lavorato sulle parole: tradizione, ricordi, casa, viaggio, identità, radici, futuro. Ci siamo chiesti cosa significhi lasciare tutto. Abbiamo immaginato di salutare i propri amici, le proprie abitudini, perfino i profumi della propria terra. E piano piano la “donna migrante” non è stata più un concetto lontano, ma una persona vicina. Con un nome, un cuore, una storia. La scuola ha questo potere straordinario: trasformare la distanza in vicinanza. Attraverso le attività proposte, scrittura, dimostrazioni in classe, disegni, assaggi e riflessioni condivise, i bambini hanno scoperto che l’inclusione è un gesto quotidiano. È scegliere di sedersi accanto. È fare spazio. È fare domande con rispetto. È accogliere senza giudicare. In un tempo in cui spesso si parla di differenze come barriere, noi abbiamo provato a raccontarle come ricchezze. Ogni cultura è un mondo. Ogni storia è un ponte. L’integrazione non significa cancellare ciò che si è, ma permettere a ciascuno di portare la propria luce. Come insegnante, credo profondamente che educare significhi anche questo: sensibilizzare, allenare all’empatia, coltivare lo sguardo. Perché i bambini di oggi saranno gli adulti di domani. E se imparano fin da piccoli che la diversità è valore, costruiranno una società più giusta, più umana, più gentile. Questo progetto non ha insegnato solo contenuti. Ha fatto breccia nei cuori. Anche nel mio.
E forse è proprio lì che la scuola lascia il segno più vero.

Presentazione attività classi 1ª e 5ª

Cartellone classe 4ª

Istituto Comprensivo Bra 2

Le letture si sono svolte nelle classi 2ª, 3ª e 5ª grazie a diverse docenti coordinate da Cinzia Manzone.

Un tè tra due cieli di Nourelhouda Haffari è stato il racconto scelto nella classe 2ª dove gli e le studenti hanno riflettuto soprattutto sul significato dell’ultima frase: “Il tè era dolce, caldo, pieno di schiuma. Proprio come la vita”. Le docenti hanno deciso di invitare due mamme arabe per preparare il tè alla menta, spiegando le varie fasi di preparazione. È stata poi colta l’occasione per far provare a scrivere in arabo l’ultima frase del racconto. È stata un’esperienza molto interessante che ha suscitato entusiasmo.

Anche nella classe 3ª è stato letto lo stesso testo. I bambini e le bambine hanno poi condiviso ciò che più li ha colpiti, realizzando anche dei disegni che rappresentano graficamente il ponte che unisce due mondi, quello di origine delle persone migranti e l’Italia.
Qui si possono vedere i lavori svolti.

Anche nella classe 5ª gli e le studenti hanno prodotti disegni ed elaborati che riflettono sulle parole legate alla migrazione e al concetto di ponte come raccontato in Un ponte tra due mondi di Débora Karenine Bovo Mendes Lacerda Arnaud. «Un ponte che unisce culture e storie: ogni alunno o alunna porta con sé una valigia piena di significato. Un viaggio linguistico attraverso le parole: un libricino che racconta storie, sogni e identità».

Istituto Comprensivo Bobbio Novaro di Torino

di Paola Marchi

Abbiamo letto il racconto Piangere per l’abbattimento di un albero della vincitrice Leyla Khalil. Ai ragazzi e alle ragazze è piaciuto molto: è stata occasione per parlare dei conflitti, del dolore che provocano, della lontananza dai propri cari… Abbiamo parlato dell’albero del cedro, di ciò che rappresenta nel racconto. Alcuni e alcune di loro hanno compreso particolarmente la questione della preoccupazione dell’essere lontani dagli affetti, avendo anche loro componenti della famiglia lontani.