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L'alterità che ci abita Donne migranti e percorsi di cambiamento

Scritto da Segreteria il 08 Giugno 2016

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L’alterità che ci abita
Donne migranti e percorsi di cambiamento.
Dieci anni del Concorso letterario nazionale “Lingua Madre”
a cura di Daniela Finocchi
Edizioni SEB27
Pagine: 240
Anno: 2015
ISBN: 978-88-98670-08-6

 

L’Alterità che ci abita. Donne migranti e percorsi di cambiamento (Edizioni SEB27, 2015) è la raccolta di saggi delle docenti e studiose (italiane e straniere) del Gruppo di studio del Concorso Lingua Madre, curata da Daniela Finocchi e pubblicata in occasione dei 10 del Concorso Lingua Madre.
Realizzato per riflettere sul tema della migrazione, attraverso la lettura situata di tante voci di donne, il volume ospita inoltre le 10 migliori tesi di laurea che hanno avuto come oggetto di ricerca il Concorso Lingua Madre.
“Condividere il mondo. Condividerlo perché nessuno può dirsi padrone, neppure della propria patria; perché tutte e tutti abbiamo bisogno d’essere riconosciute/i per esistere; perché siamo bisognose e bisognosi di amore; perché il mondo è globale, interconnesso e interdipendente. Stare insieme nel mondo. Questa la sfida del nostro presente. Esistono, certo, lingue nazionali e patrie ma esiste oggi, più di sempre, una lingua e una terra madre. Di tutte e tutti. Accoglienza, interazione, scambio, narrazione, ascolto, condivisione sono solo alcuni dei nomi di questa lingua materna a cui corrispondono le innumerevoli pratiche che nei luoghi più disparati del nostro pianeta cambiano la realtà e diventano da un lato catalizzatori in un percorso di personale individuazione creativa, dall’altro elementi determinanti di evoluzione collettiva. Ecco quindi un insieme di saggi delle docenti e studiose (italiane e straniere) del Gruppo di studio del Concorso “Lingua Madre”. Una raccolta per riflettere sul tema della migrazione, attraverso la lettura situata di tante voci di donne. Il pensare delle donne e il loro sentire differentemente abbraccia il mondo, l’alterità che ci abita si sta tramutando in un patrimonio umano universale. Questa è la storia vivente che le migrazioni pongono tutti i giorni sotto i nostri occhi ed è qualcosa di unico e di nuovo. Quando nel 2013 l’allora Ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge partecipò alla premiazione del Concorso, esordì dicendo che avrebbe voluto eliminare la consonante g: avrebbe preferito, cioè, che il suo Ministero fosse dell’Interazione, sottolineando l’importanza della relazione e dello scambio, nel rispetto delle differenze. E della differenza.Lo stesso concetto è espresso efficacemente da Lydia Keklikian, una delle autrici del Concorso, nel suo racconto: «Le persone devono interagire come gli ingredienti del tabboulé. Non devono sciogliersi le une nelle altre, non devono perdere la propria entità culturale, ma devono mantenere i loro diversi sapori, colori e consistenza, fare in modo di comporre una realtà colorata, vivace e appetitosa, che stuzzica il desiderio di ognuno di conoscersi a vicenda». Al di là dell’occasione puramente celebrativa, questo è dunque il senso politico di tutto il lavoro svolto in dieci anni dal Concorso letterario nazionale “Lingua Madre” e anche il senso di questo volume”.
Interventi di: Giuseppina Corrias, Daniela Fargione, Lucia Ghebreghiorges, Paola Marchi, Valentina Porcellana, Betina Lilián Prenz, Migena Proi, Aida Ribero, Luisa Ricaldone.