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La storia delle donne nel Museo del Carcere Le Nuove Le mostre a cura di Aida Ribero diventano esposizioni permanenti

Scritto da Segreteria il 12 Aprile 2013

La mostra sulla storia dei movimenti femminili nel ‘900, articolata nelle due sezioni Con forza e intelligenza e Dall’uguaglianza alla differenza voluta dalla Consulta Femminile Regionale del Piemonte e realizzata con grande rigore da Aida Ribero, parte della giuria e del gruppo di studio del Concorso, ha trovato la propria stabile collocazione nel Museo del Carcere le Nuove di Torino.

Inaugurazione giovedì 7 marzo 2013 presso il Braccio femminile del Museo Carceri Le Nuove di Torino – Via Paolo Borsellino 3, dove saranno poi stabilmente usufruibili al pubblico.

La mostra costituisce un importante documento e veicolo di conoscenza voluto dalla Consulta e contribuisce alla formazione di una più completa coscienza storica delle nuove generazioni che, troppo spesso, non sanno come i diritti di cui esse godono siano il frutto dell’impegno e della lotta delle generazioni precedenti.

“Ciò è doppiamente vero – si legge nel commento della Consulta Regionale –  per le conquiste fatte dalle donne, strappate nel tempo con grande tenacia da singole pioniere, movimenti e associazioni a cui va il merito di aver contribuito a costruire una società più giusta e democratica”.

Alla presentazione partecipano Valerio Cattaneo, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte; Maria Agnese Vercellotti Moffa, Presidente della Consulta femminile regionale del Piemonte; Enrico Sbriglia, Provveditore regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria Piemonte-Valle d’Aosta; Felice Tagliente, Direttore del Museo del Carcere Le Nuove di Torino.

Aida Ribero, curatrice della mostra, illustrerà il percorso storico documentale che ha portato alla realizzazione dell’articolato progetto. Partecipa Ferdinanda Vigliani, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile.

Ad arricchire l’evento la pièce teatrale L’infanzia restituita.

Uguaglianza, libertà, differenza, tre concetti, intimamente connessi tra loro che trovano la propria stabile collocazione in un luogo altamente simbolico contribuendo alla formazione di una più completa coscienza storica delle nuove generazioni che, troppo spesso, non sanno come i diritti di cui esse godono siano il frutto dell’impegno e della lotta delle generazioni precedenti.

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