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La normalità negata

Scritto da Segreteria il 09 Marzo 2015

Il racconto Come l’edera – premiato nel 2009 al Concorso Lingua Madre – chiude la serie di narrazioni che compongono la nuova antologia firmata da Gordana Grubač ed edita da Besa con il titolo La normalità negata.
Sullo sfondo delle guerre che negli anni ‘90 portarono alla dissoluzione della Repubblica Federale di Jugoslavia, undici racconti narrano la realtà e l’immaginario di quel mondo trasformarsi in un buco nero in cui precipitano la storia, l’identità dei singoli e il concetto di civiltà.

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La raccolta percorre un decennio molto importante della storia jugoslava, in particolare serba. I racconti trattano del declino morale legato alle guerre, dell’emigrazione, dell’integrazione vissuti da personaggi appartenenti a vari ceti sociali. L’obiettivo è dare un’immagine trasversale il più possibile fedele alla realtà balcanica e mettere in luce in modo critico i fenomeni sociali tipici e connessi alla storia recente. Dalla Serbia alla Bosnia passando per il Kosovo, la guerra s’infiltra in un bunker simile alla porta dell’inferno o fra i capelli di una studentessa che puzzano di lacrimogeni smette di essere un’astrazione per diventare un’evidenza concreta. Anđelka, Dunja, Nicolae e altri uomini e donne senza nome fuggono da un passato disseminato di troppe assenze e provano a ricominciare in un altro paese, accettando la sfida di ricostruire una normalità negata ma forse ancora possibile, le cui tessere sono un certificato di cittadinanza, un nuovo lavoro, la nascita di un figlio. Stranieri, profughi, extracomunitari, l’identità dei protagonisti di queste storie sfugge alle definizioni e spinge a chiedersi cosa sia l’integrazione e in quale patria abiti davvero la felicità: “Sono straniera. Sono profuga. E allora? Vi interessa che persona sono?”.