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Il Concorso nelle scuole

Scritto da Segreteria il 28 Settembre 2009

USR Piemonte: pubblicata la circolare regionale n. 258 del 14/9/2009, indirizzata a tutte le scuole del Piemonte, relativa al Concorso letterario nazionale Lingua Madre

Il tema dell’identità è uno dei temi portanti dei racconti che arrivano al Concorso letterario nazionale Lingua Madre. Identità vissuta con fatica, con difficoltà, magari con rabbia e che a volte è persino difficile definire, soprattutto per chi si trova a vivere sospesa tra due mondi, due culture, due o più consuetudini lontane, diverse tra loro.
Sono molte le ragazze che mettono a nudo le difficoltà delle seconde generazioni di confrontarsi con realtà diverse e spesso contrastanti (quella familiare e quella della società in cui si trovano a vivere), ma anche la gioia e la speranza che può far nascere un incontro, con tutta la semplicità e l’entusiasmo dell’adolescenza.
Il Concorso, infatti, promuove e diffonde il bando in tutti gli istituti scolastici superiori (e da quest’anno in tutte le scuole di ogni ordine e grado), grazie ad una collaborazione attivata ormai da anni con il Provveditorato agli Studi, e sono molte le giovani che colgono la sfida di raccontarsi.

Diventa essenziale il confronto e lo scambio continuo che il Concorso promuove, proprio in un momento come quello attuale in cui i giovani si rivelano disinformati e chiusi verso “gli altri” rispetto al resto d’Europa.
La Fondazione Intercultura, infatti, ha recentemente presentato una ricerca all’Università di Reggio Emilia (in uno degli appuntamenti conclusivi dell’anno del dialogo interculturale promosso dal Consiglio d’Europa, dal titolo “L’altro/a tra noi”) da cui emerge un ritratto preoccupante. Lo studio ha analizzato un campione di oltre 1.400 studenti di liceo o di istituti professionali (veneti, emiliani, toscani, pugliesi), forse il più grande mai interrogato in Italia su questi temi e in questa fascia di età.
Confrontando le risposte con quelle di Eurobarometro – il sistema con il quale l’Unione europea monitora costantemente l’atteggiamento dei cittadini su questioni in perenne evoluzione ai confini tra etica, economia e società, come l’immigrazione, l’omosessualità, la tolleranza religiosa – i giovani italiani appaiono i più rigidi nelle proprie distanze (o paure), diffidenti, talora ostili. Ma, soprattutto, l’emozione genera errori e la presenza di immigrati sale, nella percezione degli intervistati, al 30{2dc7250c01a0ceefa0efde6c44310cc42a1d919519f5d2199516f67649b72733}. Allo stesso tempo, la conoscenza diretta fa cadere le barriere e il rapporto personale, quando c’è, cancella ogni distanza. Proprio per questo, è indispensabile per le/gli giovani italiane/i dotarsi di una mentalità più inclusiva e capace di guardare gli immigrati non come ad “altri”, diversi, estranei o magari devianti, bensì come nuovi cittadini, compagni di strada in grado di arricchirci nel confronto quotidiano e fornire un nuovo apporto al nostro sviluppo.