Appuntamenti

Identità, molteplicità, ricchezza Il CLM al Festival delle Migrazioni 2022

Scritto da Segreteria il 30 Settembre 2022

Giovedì 29 settembre, nell’ambito del Festival delle Migrazioni, il Concorso Lingua Madre ha dato vita all’incontro dal titolo Identità, molteplicità, ricchezza. Le voci delle giovani autrici CLM dedicato alle storie e alle testimonianze delle giovani scrittrici migranti del progetto, che vivono la complessità di provenienze e appartenere multiple.

Hanno partecipato le autrici del Concorso Fedoua El Attari e Miriam Tahri in dialogo con Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM. Ginevra Giachetti, Marta Laneri e Natalia Sangiorgio, attrici di LabPerm di Castaldo, hanno accompagnato gli interventi con letture animate tratte dai racconti.

L’incontro è stato introdotto da una presentazione della onlus La Luna di Vasilika, per far conoscere l’importante lavoro che dal 2016 a oggi la realtà continua a svolgere nei campi di rifugiati presenti in Grecia, in cui la situazione continua a essere drammatica e urgente.

Daniela Finocchi ha quindi aperto l’incontro presentando il Concorso Lingua Madre e i suoi diciotto anni di lavoro con la letteratura femminile migrante, un lavoro che ha dato vita ad un vero e proprio patrimonio di storie, sguardi, emozioni. «È dal 2005 che il Concorso raccoglie le storie delle donne straniere, migranti o native, in Italia – ha spiegato Daniela Finocchi – un percorso che è esso stesso una storia, il racconto di un’epoca e la testimonianza di come non solo il progetto ma la stessa società che ci circonda sia cambiata in questi anni. Non è un caso che siano sempre più le giovani e le giovanissime a partecipare al Concorso: autrici che hanno vissuto la migrazione da bambine o solo attraverso i racconti dei propri genitori che restituiscono la complessità di esistenze multiple».

«Credo che la narrazione sia fondamentale. Io lavoro molto sulla poesia e sull’ascolto come tecniche per osservarsi, capirsi. Bisogna fermarsi per potersi ascoltare meglio e per poter decifrare insieme la bellezza sottile del mondo, con le sue fragilità “altre”» ha esordito Fedoua El Attari, riagganciandosi alla suggestiva lettura del racconto curata dalle attrici di LabPerm di Castlado, per poi proseguire: «Il termine integrazione non mi piace, molto meglio parlare di interazione. Questo è un argomento vissuto con intensità dalle persone razzializzate, persone che hanno in se stesse una duplice, triplice cultura e proprio per questo sono importanti le occasioni come questa, in cui ci si sofferma a riflettere. Del Concorso Lingua Madre mi ha colpito l’esperienza di condivisione con le altre donne, che ho vissuto quasi come se ci legasse un passato ancestrale comune, dato dalla migrazione. Per me l’identità passa attraverso il linguaggio, un linguaggio che è scrittura, arte, musica ma anche, banalmente, fare il pane: credo che sia da questi aspetti, da questi gesti che si debba ripartire».

La parola è quindi passata a Miriam Tahri: «Il mio rapporto con la scrittura nasce durante l’infanzia ed è sempre stata un’opportunità per esprimermi, un modo per me di narrare, esplorare ciò che sentivo e ciò che vivevo in questa complessità che fortunatamente e mio malgrado mi porto dietro – ha approfondito l’autrice –  Da tempo mi chiedo quale sia la forma di comunicazione più adatta per far passare i nostri pensieri e questo avviene in maniera diversa per ognuna di noi. Per me l’opportunità di partecipare al Concorso Lingua Madre ogni anno è un momento di riflessione, e di misurazione con la me stessa del passato. Il cambiamento avviene così velocemente, rileggo quanto ho scritto un anno fa ed è totalmente diverso da ciò che scrivo oggi: mi chiedo quanta ricchezza, quanti mondi, quante sfumature, quante interpretazioni ci siano in queste antologie. La bellezza secondo me sta proprio nell’intreccio di questi vissuti».

Il pubblico, attento e partecipativo, ha accompagnato l’evento alla sua conclusione con numerose domande ed interventi, dando vita ad un approfondito e costruttivo dialogo con le relatrici.

Ecco tutte le foto dell’incontro a cura di Michela Marocco.