Appuntamenti

Alla ricerca della lingua e della forma per narrarsi Il CLM a Bookcity Milano 2020

Scritto da Segreteria il 20 Novembre 2020

Giovedì 12 novembre, alle ore 10.30, il CLM ha partecipato all’incontro “Alla ricerca della lingua e della forma per narrarsi“, organizzato in collaborazione alla Statale di Milano nell’ambito di Bookcity Milano 2020.

L’evento si poneva come obbiettivo l’approfondimento dei temi affrontati dalle autrici CLM nei racconti e il loro itinerario verso la narrazione: dalla scelta della lingua italiana sino alle istanze delle giovanissime che già vivono la complessità di appartenenze multiple. Relatrici e relatori dell’incontro Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM,  Rosa ArgenzianoGabriella Cartago, Jacopo Ferrari e Giuseppe Sergio, docenti dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze della Mediazione linguistica e di Studi interculturali.

Ad aprire l’incontro Gabriella Cartago, che ha introdotto le/gli ospiti e ricordato i 15 anni del Concorso Lingua Madre, importante traguardo raggiunto dal progetto nel 2020.

La parola è quindi passata a Daniela Finocchi che ha illustrato i quindici anni di lavoro del CLM sulla letteratura femminile di migrazione, un patrimonio inestimabile di storie e memorie racchiuso nelle antologie del Concorso. E proprio la nuova antologia Lingua Madre Duemilaventi. Racconti di donne straniere in Italia, edita da SEB27, è stata presentata in anteprima durante l’incontro, costituendo inoltre il nucleo attorno a cui si sono focalizzati gli interventi.

“Le autrici del CLM – ha poi concluso Daniela Finocchi citando Hélène Cixous – scrivono «con la memoria del latte materno che scorre dentro di loro» e così scoprono in sé, nelle altre, nella realtà che raccontano una grandezza femminile, capace di contrastare persino la violenza”.

È stato Giuseppe Sergio ad entrare nel merito dell’antologia Lingua Madre Duemilaventi, proponendo un’analisi puntuale di temi quali l’identità, l’autobiografismo, il rapporto con l’italiano e andando ad attingere direttamente dalle parole delle autrici CLM.

“L’io che racconta diventa il centro di gravità della narrazione – ha spiegato Sergio – vi è un  autobiografismo ricorrente che presenta temi ricorrenti. Molto spesso ad esempio è il cibo a ricoprire il ruolo di attivatore del ricordo”.

Facendo poi riferimento al racconto It-Aliena di Sandra Chiamaka Madu, Sergio ha spiegato come la scrittura rappresenti – per l’autrice ma non solo – un’autoterapia, agevolando e garantendo una maggiore consapevolezza del proprio status.

L’intervento di Rosa Argenziano si è invece incentrato sulla lingua. La docente ha osservato come il CLM dia la possibilità alle donne straniere di cimentarsi con l’italiano non per scopi pratici, legati alla vita di tutti i giorni, ma per narrare e per narrarsi, diventando scrittrici.

Anche Jacopo Ferrari ha affrontato il tema, soffermandosi sulle caratteristiche e sulle peculiarità dell’italiano usato dalle autrici straniere del Concorso. Ha posto quindi l’accento sull’aspetto metanarrativo del linguaggio: l’italiano non è solo la lingua scelta per raccontare ma il rapporto con questo idioma diventa oggetto dello stesso racconto, trasformando la lingua italiana in un personaggio della storia che può assumere diversi ruoli.

Tanti i racconti delle autrici portati ad esempio per le loro soluzioni linguistiche e per i messaggi contenuti, suggerendo percorsi di lettura alternativi nell’affrontare la complessità della narrazione. Una ricerca delle parole che ha portato il pubblico a scoprire stralci profondamente significativi, come nel caso di  Naomi Lahud Hirasawa che non si sente “più messicana” o “più italiana”, ma tutte e due allo stesso tempo: “la pasta non vince sui tacos e la cumbia non è meglio della taranta. Il futuro sarà fatto di un insieme di identità fluide, non definite in termini binari e contraddittori, ma unite in modo organico e complementare. Il nuovo mondo sarà meticcio, inclusivo e aperto, arricchito da tutte quelle persone che non si sentono in obbligo di scegliere e cancellare, ma di costruire e ascoltare. O almeno lo immagino così“.

L’incontro, svoltosi interamente online, ha visto una grande partecipazione durante la live. Un pubblico attivo e interessato, che ha concluso l’evento con numerose domande.

È possibile rivedere la registrazione completa di “Alla ricerca della lingua e della forma per narrarsi” qui: