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Donne che vedono il futuro

Scritto da Segreteria il 12 Marzo 2015

Un ritratto fotografico e un pensiero. Così 205 donne dai 3 ai 92 anni hanno regalato la propria visione del futuro grazie all’opera della fotografa Bruna Biamino.
Tutto questo e molto altro è il progetto “Donne che vedono il futuro”, realizzato da Fondazione Torino Musei e Palazzo Madama.

Leggi di seguito gli approfondimenti e guarda le foto

Ad anticipare l’esposizione nella suggestiva Camera di Madama Reale (11 marzo/7giugno 2015 – Palazzo Madama – Torino),  è stata la conferenza La cultura dello specchio. Stare insieme come le dita di una mano, progetto a cura del Gruppo di studio sulla Pratica Collaborativa dell’Ordine Commercialisti di Torino cui hanno partecipato Stefano Barrese, manager – Carmen Belloni, sociologa – Bruna Biamino, fotografa – Mario Calabresi, giornalista – Gianfranco Carbonato, imprenditore – Adriano Favole, antropologo – Luca Remmert, imprenditore – Camillo Venesio, banchiere e Maria Grazia Turri, filosofa ed economista. “La pratica collaborativa – è stato spiegato – è un modo alternativo di risoluzione dei conflitti familiari, un procedimento non contenzioso che pone l’accento sui bisogni e gli interessi delle parti, nel quale queste ultime sono protagoniste nella ricerca di soluzioni condivise”. Insomma, un procedimento caratterizzato dalla massima trasparenza e dalla condivisione delle informazioni, che molto si avvicina al pensiero e alla pratica delle donne. Non a caso, “relazione”, “cura”, “amore” sono parole – e concetti – ricorrenti nei pensieri lasciati delle donne, le sole capaci di far scaturire la luce del cambiamento dal cuore del presente.
Nella lussureggiante Camera di Madama Reale, immersi tra seta rossa e stucchi dorati, sovrastati da affreschi e contornati da specchi, i volti delle donne rimarranno esposti sino al 7 giugno, forti di una suggestiva installazione che si avvale del sottofondo recitato da tante attrici: la “voce” dei pensieri scritti dalle protagoniste della mostra.
“Un catalogo ideale di vite e di esperienza – si legge nel volume edito da Silvana Editoriale che raccoglie immagini e testi – le parole lasciate da ogni donna, proprio come negli antichi cartigli dei dipinti, propongono un’altra via di accesso alla lettura dell’immagine: fissano uno stato d’animo e restituiscono una percezione del tempo presente”.
Tra le testimonianze anche quelle del Concorso Lingua Madre con le autrici Elisa Muscarello, Ngoc Nga Huynh e con Daniela Finocchi, ideatrice del Concorso. Ecco i loro pensieri:

Ngoc Nga Huynh
Futuro? Nessuno lo sa. Per me, completare il mio presente, ecco il mio futuro.
Elisa Muscarello
Un presente con più colori diversi, più comprensione e condivisione per accorciare le distanze da un futuro più variegato e ricco e di tutti.
Daniela Finocchi
Una traccia più evidente di un ordine simbolico materno che regali a chi nasce strutture relazionali impostate sulla mitezza, la riconoscenza, la misericordia, la cura.
Costruire un pensiero che si radichi nella propria esperienza reale, per stare al mondo non in maniera subalterna, concorrenziale o paritaria ma in maniera autentica e sensata, secondo un ordine simbolico che dia alle donne parola sul mondo e su se stesse.