Le autrici di Lingua Madre

Dedicato a tutte le mamme del mondo

Scritto da Segreteria il 08 Maggio 2011

Madre lontana, ti scrivo.
Ti scrivo ora perché tu possa cullarmi oppure urlarmi se lo vorrai.(…) Molti sono stati i viaggi compiuti assieme. Tu giovane madre e io un fagotto stretto a te. Molte pure le frontiere oltrepassate, le dittature, noi profughe, due donne in mezzo a una guerra.
(…) Nascesti madre espellendo me. Cullate una nell’altra. Così tu mi figliasti e io ti madrai, come dice il poeta. Cieli femmine. Tramonti rosa. Siamo lo specchio una dell’altra. I tuoi cieli in me e io in te. Ci attraversiamo. Fiera ti scrivo, perché anch’io madre. Madre, madre-sposa, madre-figlia, madre-lavoratrice. Dodicimila e trecentonove diverse donne in una madre sola e almeno una madre in ogni madre figlia. (…)  Ora finisco questa lettera, madre. L’ho scritta per te. Per te donna, donna Marisa, donna lontana e vicina. Che il mondo ci unisca ancora. Che i nostri cieli tornino dentro e attorno a noi, per sempre. Che non ci sia più paura. Che il cielo torni al suo posto. Che torni al centro del mondo.

MARIA CANDELARIA ROMERO (ARGENTINA)
LETTERA A MIA MADRE
Lingua Madre Duemilanove


Dopo la morte della zia Sarina, Evy si sentiva sradicata. Come donna, la zia Sarina era stata la sua figura di riferimento, colmando la perdita della madre Dewi in un modo indimenticabile. La zia Sarina aveva fatto conoscere a Evy le sue radici non solo mediante i piatti, che onoravano sia la sua provenienza orientale sia quella europea. S’impegnava anche a raccontare le storie per bambini scritte sui giornali che le sue amiche mandavano dall’Indonesia, a fare preparativi per le feste olandesi e tante altre cose. Dopo aver perso anche la zia, Evy si chiese per la prima volta da dove venisse e dove stava andando veramente.
(…)Evy è grata del fatto che le sia stata regalata più di una madre nella vita, tutte capaci di accogliere e amare, e adesso cerca di ricambiare. (…) Dewi, Sarina e Teresa le hanno insegnato che, se non si fanno i conti con il passato, non si vive pienamente il presente. E se non si vive il presente a bronchi aperti, a pieno respiro, non si sogna il futuro.

RUTH MAUREEN MENSINGH (OLANDA)
PIÙ DI UNA MADRE
Lingua Madre Duemiladieci