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Consegnata la borsa di studio 2021 offerta dal Soroptimist International Club di Torino

Scritto da Segreteria il 10 Giugno 2021

Mercoledì 9 giugno è stata consegnata la borsa di studio destinata a una giovane e finalizzata a sostenere un percorso di studio e approfondimento su temi legati alla migrazione femminile e la scrittura delle donne nell’ambito del Concorso letterario nazionale Lingua Madre. La borsa è stata offerta dal Soroptimist International Club di Torino, che da anni collabora con il Concorso, e offre l’opportunità a una ragazza di vivere un’esperienza di formazione presso il CLM. Quest’anno, come l’anno passato, la consegna non è avvenuta in presenza, a causa della situazione sanitaria, ma si è svolta tramite la piattaforma Zoom. Hanno partecipato all’evento online la Presidente del Soroptimist International – Club di Torino Alessandra Maria Fissore, insieme alle socie, a Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile CLM, e a Martina Ferlisi, vincitrice della Borsa di Studio per il 2021. L’incontro si è aperto con il discorso della Presidente Soroptimist, che ha portato i saluti e ha confermato il sostegno al progetto CLM sottolineando la vicinanza tra le due realtà: non a caso il motto Soroptimist recita: “A Global Voice for Women” (Una voce mondiale per le donne).

Dopo l’introduzione di Daniela Finocchi – che ha aggiornato le partecipanti dell’incontro su attività e sviluppi futuri del progetto – è quindi intervenuta Martina Ferlisi, che ha raccontato la sua esperienza presso il CLM e cosa ha significato per lei questo tirocinio per la sua formazione professionale e umana. Questo il suo intervento:

Prima che si presentasse l’occasione di questa preziosa esperienza, conoscevo già il Concorso Lingua Madre. Lo conoscevo ovviamente da esterna, attraverso i racconti delle autrici che si possono leggere sul sito. Da subito ero rimasta profondamente colpita dalle storie di vita raccontate dalle voci delle donne che le hanno vissute, dalla qualità e varietà dei loro scritti e dalle emozioni che erano capaci di suscitarmi fino a farmi commuovere. Riconoscendomi nei valori e principi che animano questo Concorso unico nel suo genere, non ho esitato a presentare la mia candidatura. Ero curiosa di scoprire cosa, o meglio chi stava dietro a questo progetto. Ero impaziente e entusiasta all’idea di poter contribuire e soprattutto imparare. Ero inoltre consapevole del fatto che sarebbe stata un’ottima opportunità per me dal punto di vista professionale, ma ancora non sapevo che mi avrebbe aiutato a crescere come persona e soprattutto come donna. Quello che ho scoperto fin dai primissimi giorni è che dietro a questo meraviglioso progetto c’è tanta passione e un’organizzazione attenta a ogni dettaglio, e come spesso nel corso della mia formazione mi è stato ripetuto, i dettagli sono ciò che fa veramente la differenza. La cura e l’attenzione che viene dedicata ad ogni singolo contenuto, articolo, post di Instagram, Facebook o Twitter, è infatti uno degli aspetti che spero di portare sempre con me dopo questa esperienza. Durante questi quattro mesi, più volte ho avuto modo di riflettere insieme a Daniela Finocchi e Michela Marocco su come il linguaggio plasmi il mondo, la realtà in cui viviamo, per questo è fondamentale scegliere con meticolosità e riguardo ogni singola parola che intendiamo utilizzare. Fondamentale è anche per chi si occupa di scrittura e comunicazione, come io aspiro a fare nella mia futura carriera, riuscire a essere coerente e allineati con il linguaggio dell’istituzione per cui si lavora o con cui si collabora. Adattare il mio linguaggio, il mio modo di scrivere a quello di una realtà da tempo consolidata è stata per me un’importante lezione che mi ha permesso poi di relazionarmi con i giornalisti delle testate locali dei luoghi di provenienza delle vincitrici del Concorso. Sono stata infatti guidata da Daniela e Michela proprio nella scoperta del codice espressivo del Concorso Lingua Madre, di quelli che sono i contenuti, le parole e i valori di cui si nutre fino a partecipare alla scrittura dell’introduzione e la quarta di copertina della nuova antologia Lingua Madre duemilaeventuno. Racconti di donne straniere in Italia. Per me è stato un grandissimo onore aver dato il mio piccolo contributo alla realizzazione di una delle antologie del Concorso, aiutando anche nell’editing dei racconti. Ho potuto inoltre mettere finalmente in pratica quanto appreso durante i miei studi solo nella teoria. La gestione e la programmazione del piano editoriale, la scrittura dei copy, l’utilizzo dei più efficaci strumenti di pubblicazione sui social sono tutte competenze che ho consolidato e che oggi sono quasi imprescindibili nel mondo del lavoro legato alla comunicazione.
Un’altra cosa che mi ha colpito e di cui ho fatto tesoro durante questa esperienza, è la capacità del Concorso di costruire relazioni. Le relazioni sono la linfa del CLM, sono stati veramente tantissimi gli eventi che in questi quattro mesi il CLM ha organizzato o contribuito a promuovere e diffondere, con realtà anche molto differenti tra loro, ma sempre con lo scopo di dare valore all’impegno e al lavoro delle donne. Donne che il CLM accompagna anche quando il concorso è concluso e le vincitrici sono state decretate, donne e autrici che vengono valorizzate e sostenute nel tempo e nei loro piccoli e grandi successi quotidiani. Perché le proprie vittorie personali vanno celebrate, condivise e soprattutto è importante per noi donne che spesso abbiamo la tendenza a sminuirle, tenerne memoria: anche questo ho imparato al Concorso Lingua Madre. Uno dei compiti che mi è stato assegnato è stato infatti quello di dedicarmi all’aggiornamento del sito internet del Concorso che di recente è stato rinnovato. È stata una bellissima opportunità per “accedere” alla storia del Concorso, per rendermi conto di quanto è stato fatto nel corso di sedici anni di attività e quanto il progetto sia cresciuto e si sia evoluto, tutto ciò mi ha fatto sentire ancora di più onorata di aver preso parte a un piccolo pezzo della sua vita.
In una realtà in cui oggi è sempre più difficile trovare spazi e occasioni di confronto e di riflessione aperta, senza pregiudizi o stereotipi, in cui i dibattiti sull’attualità sono sempre più appiattiti a posizioni estreme in un senso o in un altro a scapito della complessità del mondo che ci circonda, grazie al confronto continuo con Daniela e Michela ho avuto modo di affinare il mio spirito critico e di scoprire quante sfaccettature può avere un singolo episodio e come influisca la narrazione che se ne fa. Ascoltare Daniela e Michela, la loro grande esperienza di donne che da tempo studiano e ricercano temi estremamente rilevanti oggi, legati ai femminismi, ricevere da loro consigli di lettura di libri e articoli e poter esprimere liberamente la mia opinione, mi ha arricchito immensamente e mi ha permesso di creare una solida base teorica e una chiave di lettura più consapevole sul mondo che mi circonda.
Non smetterò mai di ringraziare Daniela e Michela per l’estrema pazienza con cui mi hanno accompagnato in questo percorso, per aver sempre messo al centro la mia crescita e apprendimento, rispettando i miei tempi e il mio modo di essere, aiutandomi a raggiungere una certa autonomia nei compiti che di volta in volta mi sono stati assegnati, ma con la consapevolezza di poter sempre contare sul loro aiuto, sui loro preziosi consigli, suggerimenti e critiche costruttive. Infine, non posso che ringraziare le socie del Soroptimist club di Torino per l’offerta di questa borsa di studio, perché senza il loro generoso contributo tutto questo non sarebbe stato possibile. Concludo affermando che auguro a tutte le ragazze un’esperienza come la mia, un’esperienza per crescere come donna.

Ecco alcune foto della videoconferenza: