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8 marzo al Parlamento Europeo - CLM ed Empowerment femminile

Scritto da Segreteria il 12 Marzo 2018

Il  Concorso Lingua Madre ha celebrato la Giornata Internazionale della donna aprendo, presso il Parlamento Europeo Ufficio d’Informazione a Milano, il ciclo di incontri dedicato a Empowerment femminile, media e ICT (Tecnologie dell’Informazione e della comunicazione): la chiave per il futuro.

Nel corso di un incontro dal titolo Il Concorso Lingua Madre e l’esempio della Valle d’Aosta Empowerment femminile, media e tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono intervenuti diversi relatori e relatrici, portando esempi virtuosi aventi come comune denominatore la Valle d’Aosta. Si è parlato di giornalismo e fake news, dell’importante lavoro sul territorio delle Film Commissions e del primo percorso di “cineturismo”.

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Luisa Giacoma, docente dell’Università della Valle d’Aosta e parte del Comitato Scientifico del CLM, ha introdotto l’argomento parlando del significato di empowerment, qui inteso non tanto come acquisizione di potere, ma come responsabilizzazione e conquista dell’autonomia per aumentare la propria sfera di influenza sulla realtà che ci circonda. Ha poi presentato il progetto FICO: Fraseologia In COntesto, consapevole che ogni forma di empowerment non può fare a meno di passare da un empowerment che deve essere anche linguistico.

Cecilia Lazzarotto, web writer, collaboratrice di alcune testate giornalistiche e borsista di ricerca presso l’Università della Valle d’Aosta, ha illustrato cosa significhi raccontare l’oggi nel web. Dopo aver raccontato come è nato e si è consolidato il suo interesse per il giornalismo. Successivamente ha evidenziato come, in un mondo in cui siamo “bombardati” da notizie e scoop, una giornalista debba inevitabilmente essere veloce e sul pezzo. Ha inoltre spiegato come si differenzia la stessa informazione in base ai media (carta stampata, tv, web…), facendo piccoli focus su: storytelling, fake news. Ha concluso con alcune riflessioni sul futuro del giornalismo: tutto fa notizia?

La parola è poi passata a Alessandra Miletto, direttrice Film Commission Vallée d’Aoste, che ha svelato la complessa attività delle Film Commissions, che operano sul territorio nazionale, rappresentando un riferimento per le produzioni nazionali e internazionali, gli autori e le istituzioni del cinema e dell’audiovisivo. Si adoperano per incentivare gli investimenti nel segmento cinematografico e audiovisivo nelle singole regioni, promuovendone i territori da un punto di vista culturale, turistico e industriale. Costituiscono inoltre un sistema in cui la gender equality sembra aver trovato la sua realizzazione perfetta; in un contesto come quello audiovisivo in cui il gap è ancora forte, le film commissions sono parte attiva di una riflessione sul fenomeno che coinvolge le istituzioni europee e nazionali. 

Valentina Cortese e Cecilia Orso, studentesse della Laurea Magistrale in Lingue, Culture e Comunicazione per il turismo montano dell’Università della Valle d’Aosta, hanno descritto un’esperienza di innovazione didattica con la realizzazione del primo percorso di cineturismo ad Aosta. Lo scorso 20 Dicembre, nel centro di Aosta, si è tenuta infatti una visita guidata sulle tracce di “Rocco Schiavone”, il celebre vicequestore dell’omonima serie televisiva tratta dai romanzi di Antonio Manzini e trasmessa su Rai 2. Nel corso della visita gli studenti della laurea magistrale in “Lingue e culture per il turismo montano” dell’Università della Valle d’Aosta, hanno accompagnato alcuni loro “colleghi” dell’Università degli Studi di Torino (SAA – School of Management) con l’obiettivo di toccare con mano i luoghi più significativi e di rivivere le emozioni delle scene più avvincenti della fiction televisiva. 
L’iniziativa è stata proposta dalla prof.ssa Luisa Giacoma, professore associato di Lingua tedesca, che ne sottolinea il valore di studio: “Dopo il tour sulle tracce di Rocco Schiavone, gli studenti e le studentesse delle due università hanno effettuato un’analisi per valutare i punti di forza, le criticità, le possibilità e i rischi di questa proposta che potrebbe costituire un’interessante novità nel panorama turistico valdostano. La visita si è svolta in lingua tedesca in quanto inserita nel percorso didattico dell’insegnamento Lingua e Cultura Tedesca. Con questo complesso compito di realtà si è mirato mira a fare emergere tutte le potenzialità degli studenti, le loro competenze linguistico-culturali e capacità organizzative. Si sono infatti dovuti confrontare con una tipologia testuale piuttosto impegnativa, che costituisce una difficoltà notevole anche per chi è ormai prossimo alla laurea magistrale. La presenza di “colleghi” di un’altra università per i quali realizzare concretamente la visita guidata ha reso il compito ancora più realistico e al tempo stesso oneroso. Anche le risorse messe in campo per elaborare i contenuti in un contesto didattico innovativo sono state notevoli. Alla fine del corso gli studenti hanno imparato a raccogliere e organizzare informazioni, redigere testi in tedesco con particolare attenzione al confronto interculturale, esporre tali contenuti in un ambiente interattivo (ulteriori richieste di spiegazioni, ecc.), interagire con il territorio e reagire prontamente agli imprevisti. Attraverso attività come queste si intende dare un contributo anche alla formazione di figure che si occupino di progettazione turistica.

Ha chiuso i lavori il prof. Carlo M. Bajetta che ha presentato il sito Readytoteach, un progetto dell’Università della Valle d’Aosta, che mette a disposizione degli insegnanti di inglese materiale didattizzato pronto per l’uso in classe. L’esperienza avviata dai docenti del corso di Laurea Magistrale in lingue e Culture per la Promozione delle Aree Montane dell’ Università della Valle d’Aosta era inizialmente intesa come modo di “fare squadra” con docenti di lingua e letteratura inglese distribuiti su un territorio molto articolato e spesso collocati in località non facilmente raggiungibili.  Di fatto, le potenzialità del sito e, più recentemente, del gruppo facebook a questo legato, si sono dimostrate essere ben oltre le aspettative. Readytoteach è ora una community che vede circa 400 persone (in gran parte, professoresse) che – guidate da un piccolo gruppo di “power users” – ricevono news utili per l’aggiornamento disciplinare e possono reperire (e collaborare a realizzare) materiali innovativi per la didattica.

Ha partecipato ai lavori anche la prof.ssa Laura Balbiani che l’anno scorso, sempre nella medesima occasione, aveva parlato di Angela Merkel e dei colori della sua politica.