Da dove si ricomincia 4x01 – Migranti: femminile plurale
Scritto da Segreteria il 15 Ottobre 2026
È online la prima puntata della quarta stagione di Migranti: femminile plurale, il podcast che parte dai racconti del Concorso alla scoperta di donne che si incontrano e scontrano con la realtà che le circonda, cercando di definire, con caparbietà, il loro posto nel mondo.
Insieme a Brenda Soledad Carmona, che con il suo testo Madre in terra straniera ha vinto il Terzo Premio della XXI edizione CLM, la puntata racconta i primi passi in un nuovo Paese attraverso un percorso di ricostruzione della propria quotidianità.
L’accesso al lavoro, l’apprendimento della lingua italiana nei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione delle persone Adulte), la ridefinizione del proprio ruolo professionale e familiare e la ricerca di nuove reti di supporto aprono riflessioni sulle difficoltà e sulle opportunità che accompagnano l’inserimento in un nuovo contesto.
Al centro, il valore degli spazi di ascolto e accompagnamento: luoghi e relazioni capaci di sostenere le persone migranti nel costruire nuovi legami, ritrovare risorse e ridefinire le proprie appartenenze.
Migranti: femminile plurale è scritto e realizzato da Elena Pineschi, con la supervisione editoriale di Daniela Finocchi. Questa stagione è stata sostenuta da Rotary Club Torino Sabauda.
Brenda Soledad Carmona nasce in Argentina nel 1990 e oggi vive ad Asti. Frequenta il CPIA 1 della città e ha partecipato al Concorso “Lingua Madre” sotto la guida della docente Francesca Tabusso per raccontare la sua esperienza di donna e di madre, in un momento di grandi cambiamenti personali. Scrivere le permette di dare voce a emozioni e vissuti che sente comuni a molte donne, soprattutto a chi diventa madre o si riscopre tale.
Con il racconto Madre in terra straniera ha vinto il Terzo Premio della XXI edizione del Concorso letterario nazionale “Lingua Madre”, con la seguente motivazione: «Un testo molto interessante che offre uno sguardo sull’essere madre straniera in Italia. Curioso e degno di essere sottolineato è il neologismo “materniamo”, e di conseguenza “paterniamo”, che è profondo e significativo. Un racconto breve che fa riflettere molto, soprattutto chi non ha appartenenze multiple, perché mette in evidenza quanto di assolutamente non scontato ci sia nella gestione dei bambini, del parto, della gravidanza e di tutto ciò che ne consegue, per una donna migrante, perché nel proprio paese d’origine tutto questo avviene in modo assai diverso, dal contesto al sostegno ricevuto. Si potrebbe definire un racconto che “istruisce”, gettando una luce nuova su un tema vecchissimo».