Appuntamenti

Rosetta, Lidia e le altre Giorno della Memoria 2026

Scritto da Segreteria il 25 Gennaio 2026

Il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato Il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche. La scoperta del campo e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista e  fascista. Per questo la data è diventata una ricorrenza internazionale che si celebra ogni anno con il Giorno della Memoria, per non dimenticare.

Anche quest’anno il Concorso Lingua Madre ha aderito e partecipato all’evento organizzato dall’Associazione Piazzetta Verde per la ricorrenza, sabato 24 gennaio. Un incontro che prende avvio ogni novembre dalle “pietre d’inciampo” situate in via Aurelio Saffi 13 a Torino, che rammentano la deportazione e uccisione nei campi di sterminio di Rosetta Rimini e Lidia Pucci Tedeschi. La storia di una madre e una figlia, unite nel dolore e nella morte, diventa memoria diffusa – insieme a quella delle altre vittime – grazie all’opera dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Piccoli blocchi quadrati di cemento ricoperti da una lamina di ottone lucente, sono infatti incastonati nei marciapiedi delle città di tutta Europa davanti alle ultime case delle vittime del nazifascismo, su di essi sono incisi nome, anno di nascita, data di deportazione e morte. La definizione deriva dal fatto che devono far “inciampare” lo sguardo e il pensiero, invitando a non scordare le singole persone e le loro storie, ma invitando anche a riflettere, sul passato e sul presente. I nazisti, i loro alleati e i loro collaboratori uccisero sei milioni di ebrei, ma commisero anche altre atrocità di massa su scala senza precedenti e, durante la Seconda Guerra Mondiale, perseguitarono e uccisero milioni di persone non ebree, tra gli altri, rom, persone con disabilità, prigionieri politici e di guerra.

Dopo l’intervento di Marco Francescato, presidente dell’associazione, la lettura dei brani si è svolta a cura di Laura Faoro, Paolo Ragni e Gianfranca Venesio.

Sono state per prime le parole di altre donne a parlare al pubblico presente, come quelle di Mariangela Gualtieri attraverso la sua poesia Come si fa riportata nel testo di Luisa Ricaldone che va a comporre, insieme a tanti altri, il volume Pagine di pace. Pensieri, scritti, pratiche di donne (iacobellieditore), realizzato dal Gruppo di studio CLM. Versi potenti e “meravigliosamente incisivi”, come scrive Ricaldone, da assumere come guida alla riflessione. Molte sono infatti le voci che, in modi diversi, si sono alzate con forza contro la violenza e la guerra, per radicarsi nel cambio di civiltà cui tende la libertà femminile. Tra queste quella di Hetty Hillesum, la scrittrice olandese ebrea morta ad Auschwitz, che non negò mai l’orrore del terrore nazista, ma allo stesso tempo non si identificò mai con il ruolo di vittima. Nonostante le condizioni estreme cui fu costretta, considerò suo dovere aiutare gli altri a preservare la propria dignità umana, contro i tentativi nazisti di privare i prigionieri della propria umanità, prima ancora di ucciderli. I suoi testi sono diventati emblema del pensiero di una donna che, oltre i fili spinati, si è sempre posta in relazione, credendo all’importanza dell’empatia e nella bellezza indistruttibile del mondo.

Sono quindi state ricordate altre scritture e altre figure emblematiche, come quella di Siegbert Tarrasch, medico e leggendario giocatore di scacchi ebreo – uno dei più grandi campioni di sempre – ucciso a Gradiz e assurto tra i simboli della persecuzione nazista contro gli intellettuali.